Ci sono pochissime band di cui sono Fan, forse si possono contare sulle dita di una mano e gli Haunted sono tra queste tanto è il talento di cui dispongono. Dopo l’intervista di qualche settimana fa su queste pagine ero molto curioso di ascoltare il nuovo “Stare At Nothing” e devo dire che gli otto pezzi che lo compongono hanno superato le mie più rosee aspettative.
Il cambio di formazione con l’ingresso di Kim Crowley alla chitarra e Luca Strano alla batteria che si aggiungono alla voce della “Sacerdotessa Nera” Cristina Chimirri e ad al basso di Frank Tudisco ha dato un’impronta più rock in alcuni frangenti che si aggiunge e completa in maniera formidabile il doom/stoner caratteristica fondamentale del muro sonoro del combo.
Il disco è “Magico” nel significato più intimo del termine, un grimorio la cui righe vengono raccontante da una vocalist che in quanto a capacità evocativa non è seconda a nessuno e ne da ampia dimostrazione in BACK TO THE NEST in cui il suo cantato quasi litanico emerge da un riff catacombale.
Avevo avuto un assaggio nei tre singoli usciti in precedenza come CATAMORPH traccia manifesto di questo nuovo full lenght, MALEVOLENT contenente uno specchio del lavoro formidabile alla chitarra di Kim e GARDEN OF EVIL che mi ha colpito per la varietà di momenti contenuti nei suoi cinque minuti di pure estasi nera, ma il risultato che raggiunge “Stare At Nothing” nel suo complesso e nel suo completo ascolto è incredibile.
Vogliamo poi parlare delle chitarre di POTSHERDS, suoni che sembrano uscire direttamente dagli inferi, Cristina che canta in maniera liturgica su riff di sabbathiana memoria in minuti che sembrano passare troppo in fretta o della ipnotica FALL OF THE SEVEN VEILS song più lenta in cui le note della sacerdotessa emozionano. Menzione poi particolare alla title track STARE AT NOTHING, provate a non scuotere la testa durante il suo riff… credo non ne possiate fare a meno, pezzo straordinario che vale la pena di ascoltare sino allo sfinimento.
Sarà perché sono siciliano anche io ma vedo in questo disco tutto l’occulto e l’influenza nera della nostra terra che in quanto a tradizioni non è seconda a nessuna, gli HAUNTED secondo me ne fanno tesoro e mettono in musica tutto ciò, superlativi. Chiude il lavoro WARATAH BLOSSOM, sulfurea suite di otto minuti che attraverso il cantato da messa nera di Cristina ci porta verso la fine di questo viaggio, un viaggio verso l’oscurità più profonda.
In definitiva il nuovo lavoro degli Haunted è qualcosa che per chi ama il genere e non solo è veramente stupefacente, un disco intriso di passione, oscurità e nero come la pece. Nell’incipit di Litanie del buio mi sono ripromesso di non dare voti, mettiamola cosi allora, a mio parere in qualsiasi scala di valutazione “Stare At Nothing” meriterebbe il massimo, sempre e comunque!