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Occult & Dark Music Blog

Dannosi Incontri – Steve Sylvester (Death SS)

Ciao Steve, e’ un enorme piacere poter scrivere di “The Entity”, il nuovissimo album dei Death SS. Parto dal chiederti quando e quale il preciso momento in cui hai iniziato a pensare alla scrittura dell’album inteso come concept, su quella che hai sempre definito l’”Entità” ed indicata come una sorta di musa ispiratrice delle produzioni targate Death SS?

L’idea di base mi venne diversi anni fa, parlando con il mio amico James Hogg.  James è l’ultimo discendente dell’omonimo scrittore scozzese che nel 1824 scrisse il  romanzo “The Private Memoirs and Confessions of a Justified Sinner”, una magistrale satira gotica sui paradossi della fede e sul tema della duplicità dell’animo umano, considerato il precursore del celebre romanzo di Robert Louis Stevenson “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”. Entrambi i romanzi esplorano il “lato oscuro” dell’uomo e la sua doppia natura, quella buona e quella malvagia. Partendo da questa ispirazione ho incluso vari altri elementi, che vanno da Aleister Crowley, che cerca di liberare l’uomo risvegliandone il genio artistico attraverso le sue invocazioni magiche, per poi proseguire con personaggi  storici come Jack lo Squartatore e il pittore Walter Sickert, e anche di fantasia, come una delle eroine dei fumetti erotici italiani degli anni ’70 Cimiteria e molto altro ancora, fino a ricollegarsi alla storia della band.

In precedenti interviste ho letto che l’idea di scrittura originaria di “The Entity” coincideva con un’opera musical, e’ rimasto qualcosa di quell’idea per un più o meno prossimo progetto futuro?

Ho semplicemente detto che questo concept ha le caratteristiche adatte per poter diventare un musical. Ovviamente andrebbe arrangiato in tal senso e ci sarebbe molto lavoro da fare per realizzare questo tipo di spettacolo, quindi per il momento resta solo un’idea…

Il concept, tra diversi episodi raccontati, tratta soprattutto il dualismo tra il bene ed il male presente nell’animo di ciascun essere umano, quanto è importante la componente “ribelle” nel tuo concetto di arte e quindi in quello dei Death SS?

Il rock e in particolare il metal, sono sempre stati fenomeni di ribellione e di contro cultura. L’entità artistica dei DEATH SS esalta quindi quella “parte oscura” che costituisce la nostra visione dark e occulta che, in tutte le sue molteplici sfaccettature, fa da sempre parte della nostra produzione artistica.

Nella quasi totalità dei pezzi che compongono  “The Entity” condividi il ruolo di autore con quello di Andy Panigada, sappiamo che nel corso degli anni il vostro è stato sempre un forte legame ma mai come in questo caso così produttivo. Come viene sviluppato il lavoro tra di voi? 

Io e Andy ci conosciamo ormai da molti anni e tra di noi è nata una intesa musicale molto forte. Riusciamo a capirci al volo e quindi mi viene spontaneo collaborare con lui quando si tratta di trasformare in note musicali le mie idee.

Figura sempre presente all’interno del concept e nella storia dei Death SS e’ quella di Aleister Crowley, impossibile non ricordare album come Do What Thou Wilt, come la stessa ti ha ispirato all’interno delle dodici tracce?

La figura di Aleister Crowley è stata presa come punto di partenza del concept perché  praticava dei riti il cui scopo era stabilire il contatto con entità extraterrestri e non-umane al fine ultimo di trascendere le limitazioni della personalità e realizzare la Coscienza Cosmica, adempiendo così la formula magica del Nuovo Eone. L’Entità da lui evocata asserisce di essere una forza primordiale che ha sempre convissuto nel mondo degli uomini attraverso la possessione a vari livelli di determinati individui “eletti”, esaltando in essi quella che veniva comunemente considerata la “parte malvagia”, quell’energia repressa dell’animo umano che, se sviluppata senza preconcetti e restrizioni morali, può portare ad un processo trasformativo dell’individuo, nonché all’accrescimento del suo potenziale artistico e creativo.

Nell’album convivono in maniera pressoché perfetta diversi generi legati agli anni 70 o 80, penso allo shock rock, al doom, al dark. Come i diversi stili musicali sono stati incastonati nella storia di “The Entity”? 

Semplicemente ogni brano ha la sua più adatta colonna sonora musicale in base al tipo di atmosfera che deve esprimere coerentemente al suo testo letterario, come se fossero dei piccoli film.

Penso che il concetto di refrain in questo lavoro sia portato a livelli “estremi” e soprattutto eccezionali, le varie tracce hanno il grande pregio di rapire l’ascoltatore e di essere ricordate sin da subito ma senza mai stancare, ti ritrovi e nel caso questo è stato frutto di uno studio mirato o è nato in maniera spontanea?

Direi che tutto questo si è sviluppato in maniera spontanea. Mi fa piacere comunque che tu abbia colto questo aspetto, che valorizza sicuramente il mio lavoro in fase di songwriting.

Essendo un vostro grande fan ed un collezionista del vostro materiale non ho potuto che notare la scelta della diversa sequenza delle tracce nei quattro EP che hanno preceduto l’uscita di “The Entity”, devo dire che l’effetto sull’ascoltatore è in entrambi i casi notevole ma molto diverso, posso chiedere cosa alla base della scelta? 

Il concept si dipana in 12 capitoli sequenziali tra di loro. L’ordine esatto è quello posto nell’album finale completo. La scelta di splittare le varie tracce in quattro EP di tre pezzi l’uno nasce dall’esigenza di valorizzare i quattro singoli principali e i loro relativi videoclip e sono stati destinati, visto la natura strettamente limitata delle realizzazioni , ai soli collezionisti.

Premettendo che tutto l’album è fantastico ho diversi brani che più mi attraggono in misura maggiore tra i quali Ave Adonai e Cimiteria. Puoi raccontarci qualcosa in più? In particolare ritengo che Cimiteria goda anche di vita propria, oltre al singolo allegato all’album possiamo sperare in qualcosa di particolare data anche la tua risaputa passione per il fumetto horror erotico?

AVE ADONAI è il punto di partenza, quando Crowley riesce a risvegliare l’Entità e questa gli si rivela, raccontando la sua storia. CIMITERIA è il personaggio di una serie di fumetti sexy-horror degli anni 70 e 80 della Edifumetto di Renzo Barbieri. Nel mio immaginario ho pensato che la sexy-zombie fosse stata in vita Mary Reilly, la governante del Dottor Jeckyll, poi divenuta Mary Kelly/Clark, ultima vittima di Jack lo Squartatore. Questa storia, a parte che nel concept del mio disco, l’ho poi trasposta anche su un numero del fumetto Cimiteria che recentemente l’editrice ANNEXIA sta ripubblicando.

Altro brano per me assolutamente da ricordare è “The Evil Painter” che musicalmente potrebbe essere una traccia a se stante, quale la sua genesi e perché la scelta di un sound così dark.

Non c’è un motivo particolare. Ho composto quel brano assieme all’amico Mickey E.Vil ed è venuto spontaneamente con quel tipo di vibe, un pò wave anni 80, un pò goth, un pò riminiscente cose alla Blue Oyster Cult,  ma sempre comunque molto DEATH SS…

So che è difficile e in quasi la totalità dei casi si fa fatica a scegliere ma ci sono degli episodi di The Entity che possono coincidere con brani, note o parti di testo sui quali ti senti di dire qualcosa di particolare o di raccontare qualcosa in più?

Trattandosi di un concept, per me non ci sono brani “particolari” ma si tratta di una unica storia suddivisa in 12 capitoli.

Altra mia impressione, indipendentemente dai singoli ritengo che il livello altissimo sia costante in ciascuna traccia, non ci sono punti deboli. A mio modo di vedere “The Entity” può essere considerata una unica mastodontica hit, nel processo di scrittura avete sempre puntato su queste dodici tracce oppure ci sono stati episodi che non vi hanno convinto e quindi accantonato?

Ho lavorato su questo album nel suo insieme e quindi non ci sono stati “scarti”.

Ritengo che la copertina sia davvero particolare ed entusiasmante a dir poco, puoi raccontarci qualcosa in più riguardo la sua scelta ed il modo in cui è stata costruita?

La copertina dell’album è un chiaro ed evidente tributo a quella realizzata nel 1978 da Alice Cooper per l’album “From The inside”. Ho fatto questo tipo di scelta perché ho pensato che un simile tipo di artwork, ovviamente riveduto e corretto,  rappresentasse egregiamente il dualismo, le due facce del bene e del male, espresse dal concept.

Ulteriore chicca della versione fisica sono le splendide illustrazioni allegate al booklet, quali i dettagli?

Quelli sono degli sketch realizzati dal nostro bassista Demeter, che si cimenta abilmente anche in questo tipo di arte. L’idea  era quella di creare una sorta di vecchio diario con appunti e disegni scritti di suo pugno dall’Entità.

Non possiamo non parlare della produzione, Tom Dalgety è un professionista incredibile e ritengo che “The Entity” suoni, anche attraverso una produzione stellare, come un disco Death SS al 100%. Il mantenimento delle atmosfere e del carattere Deathssiano ha necessitato di una forte collaborazione e nel caso come si è sviluppata?

Mi sono trovato molto bene a lavorare con Tom Dalgety. E’ un grande professionista e ha capito subito quello che stavo cercando di realizzare. Ha voluto prima ascoltare bene le demo version dei brani e poi ne abbiamo discusso assieme. Siamo entrati subito in sintonia e abbiamo entrambi concordato che il tipo di suono finale doveva risultare classico e potente, molto lineare e diretto, pur mantenendo l’essenza dark orrorifica tipica dei DEATH SS. Alla fine siamo rimasti entrambi molto soddisfatti.

I quattro video promozionali sono splendidi, intensi ed in grado di far immergere il fruitore nel mondo che proponete, non secondarie sono le performance di Dalila e Jessica, quanto queste performance sono importanti nel rituale che la band regala al suo pubblico? 

Dalila e Jessica non sono solo delle semplici performers ma membri effettivi della band. La loro importanza è basilare nell’economia dei DEATH SS così come quella dei singoli personaggi-musicisti.

Nella versione in CD di “The Entity” e’ presente come bonus track “Mary Clark” cover di un brano dei mai troppo osannati Black Widow, cosa alla base di questa scelta?

Semplicemente perché quel brano dei Black Widow trattava un argomento perfettamente in linea con il nostro concept, vale a dire il personaggio di Mary Jane Kelly o Mary Clark , prostituta londinese uccisa dal famigerato Jack The Ripper.

I Death SS sono sempre stati tra i pionieri se non i pionieri dell’Horror “Music” ma in particolare negli ultimi anni stanno arrivando dei grandi riconoscimenti in questo senso, tra gli ultimi quello di Tobias Forge  dei Ghost. Cosa ti senti di dire a riguardo? 

Bè ovviamente la cosa mi fa piacere, significa che i DEATH SS hanno in qualche modo lasciato il segno.

Sono già state fissate delle date a supporto di “The Entity”, potremo aspettarci una massiccia presenza dello stesso “The Entity” al loro interno?

Per il momento non abbiamo nulla di pianificato in tal senso se non forse un paio di date verso fine anno. Sicuramente però lavoreremo anche ad una versione di parte dei brani di The Entity dal vivo  ma al momento non mi posso ancora sbilanciare, tutto è ancora in fase di progettazione…

Immagino che sia ancora presto e magari non nell’ordine delle idee ma come fan sono stato letteralmente trasportato dalle due date celebrative di “In Death Of Steve Sylvester”, si potrebbe aprire in futuro la porta a possibili “recuperi” di altri lavori del passato?

Tutto può essere… Al momento non ho pensato a nulla del genere ma sono comunque possibilista…

Dopo aver dato luce a questa splendida e colossale opera quale è “The Entity” che in un certo senso mi ricorda alcuni episodi del Sylvester solista esiste la possibilità di ascoltarne in futuro un terzo dopo “Free Man” e “Mad Messiah”? 

Anche per questo al momento non ho nulla in programma. Tutto dipende anche dal tempo a disposizione, che è sempre troppo dannatamente poco…

Nell’immaginario collettivo tu sei il Vampiro, il Negromante del rock e per noi fan una leggenda  ma quale è la caratteristica o le caratteristiche che dopo quasi 50 anni di carriera portano ad essere ancora assoluto protagonista Steve Sylvester?

Grazie dei complimenti! Penso che non sia io a dover dire questo ma le persone che ascoltano la mia musica e seguono quello che faccio. Da parte mia io cerco sempre di fare del mio meglio per mantenere viva la fiamma della mia “entità” artistica che muta, si evolve e cresce di pari passo con me. Se poi questo mio lavoro riesce a toccare ed influenzare positivamente le corde della sensibilità di alcuni miei ascoltatori, allora vuol dire che i miei sforzi non sono stati vani…

Death SS

Steve Sylvester – voce
Freddy Delirio – tastiere
Ghiulz – chitarra
Demeter – basso
Unam Talbot – batteria
Dalila e Jessica – performer

Social & Riferimenti

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