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Dannosi Incontri – Krhura Abro & Erba del Diavolo (Ponte del Diavolo)

ll Ponte del Diavolo giunge al suo primo full lenght dopo tre EP pubblicati tra il 2020 ed il 2022, ci sono dei passaggi chiave che hanno caratterizzato la crescita ed evoluzione di tale creatura capace di sfornare lavori di così tanto spessore?

Krhura Abro: grazie mille, non saprei in realtà, siamo in continua evoluzione, se uno spessore c’è ne siamo ovviamente orgogliosi e contenti ma non saprei identificare dei passaggi chiave.

Il vostro sound fonde in maniera molto originale diversi ed accattivanti generi della musica hard e non solo come il doom, il black metal, il punk. Quale è l’origine di questa entità sonora e quali le band che vi hanno più influenzato?

Krhura  Abro: l’origine anche qui credo sia stata abbastanza casuale, l’idea era di fare un doom con sferzate black metal, ognuno ci ha messo il suo ed è nato questo sound, ci hanno influenzato davvero molte band sia a livello individuale che collettivo, ognuno poi ha il suo background, se devo citare i primi nomi che mi vengono in mente e che valgono un pò per tutti potrei citare: the Cure, Pink Floyd, Amenra, Satyricon, Kyuss, Electric Wizard, Bauhaus, Lino Banfi…

I 7 nuovi pezzi sono pubblicati tramite la prestigiosissima casa discografica “Season of mist”, siete soddisfatti di questa nuova collaborazione? Personalmente noto una produzione eccelsa e capace di risaltare il vostro lato più oscuro e caratterizzante.

Krhura Abro: Si, credo non potessimo chiedere di meglio sia dal punto di vista artistico che logistico. Anche la produzione è ottima, suona fin troppo bene a volte 🙂 

Abbiamo registrato al Deepest Sea Studio, con Danilo Battocchio, che a Torino (e non solo) è un’istituzione mentre abbiamo scelto di far mixare e masterizzare il disco a Dimitris Douvras perché ha registrato molti album degli Hail Spirit Noir e nello specifico ci è piaciuto molto il sound di Mayhem in Blue. Ha fatto anche lui un ottimo lavoro.

“Fire Blades from the Tomb” è a mio parere un album fantastico, come si è sviluppato il suo processo di scrittura?

Krhura Abro: Grazie mille. Il processo di scrittura si è sviluppato in maniera molto fluida e veloce, avevamo i demo di 2 brani quando siamo stati contattati da Season of Mist, appena firmato il contratto abbiamo messo la quarta e scritto il disco nel giro di 2 o 3 mesi. Non ci piace stare troppo tempo sui pezzi, ci piace un approccio un po’ punk e grezzo, solo la cover ci ha portato via un po’ più di tempo. 

Esiste un concept o filo conduttore che lega tutte le tracce dell’album oppure ciascuna di esse ha una storia a se?

Erba del Diavolo: Assolutamente no, non c’è un vero e proprio concept dietro. Direi che è stato più un flusso di coscienza. Quando abbiamo iniziato a scrivere l’album non avevamo la minima idea di come lo avremmo terminato.

Immagino che siano tutte importanti allo stesso modo ma esiste una traccia rispetto alle altre per la quale volete rivelare qualcosa di particolare? 

Krhura Abro: Posso dirti la mia traccia preferita al momento che è La Razza.

E’ evidente l’influenza dell’occulto nella vostra musica, raccontateci come lo stesso vi ispira.

Erba del Diavolo: dipende cosa intendi per occulto. 

Krhura Abro: la risposta sarebbe troppo personale e penso che se facessi la domanda ad ognuno di noi avresti risposte totalmente differenti.

Torino città splendida, con una storia esoterica importante e da invidiare, è anch’essa una vostra fonte di ispirazione e se si come?

Krhura Abro: Assolutamente si, a partire dal nome della band. Io amo questa città e non credo che la nostra musica sarebbe stata la stessa se fosse stata concepita in un altro luogo

Sono affascinato dalla voce da “Oscura Evocatrice” di Erba del Diavolo, come si ottengono questi risultati non solo a livello tecnico ma anche di atmosfera, passione e oscurità?

Erba del Diavolo: pms, canne, Pannella, Satana, antifascismo, antispecismo, alcool, Christian Death, animalismo, Aleister Crowley, Fantozzi e l’attrazione per l’inferno. 

Utilizzate sia testi in lingua italiana che inglese, c’è un disegno o una particolare motivazione dietro? 

Erba del Diavolo: no, non decido razionalmente che lingua usare, tutto accade seguendo l’ispirazione del momento.

Trovo azzeccata e originale la scelta di inserire la cover di “The Weeping Song” di Nick Cave and the bad seeds, tra l’altro la vostra versione è incredibilmente intensa. Cosa vi ha portato a questa scelta? 

Krhura Abro: Nick Cave e Blixa sono due artisti che tutti stimiamo. La scelta di coverizzare quella canzone è stata velocissima e condivisa da tutti. 

Penso che siano molto interessanti i video di supporto a “Demone” e “Covenant”. Soprattutto nel caso di “Covenant” potete raccontarci la sua origine ed il suo significato?

Erba del Diavolo: è la nostra personale visione del regno di Madre Natura sopra ogni cosa.

In questi mesi sarete impegnati in un lungo tour promozionale che personalmente seguirò in almeno due date, che sensazioni avete a riguardo? 

Krhura Abro: sesso droga e rock ‘n’ roll

So che è ancora presto per parlarne ma avete già idee sul nuovo lavoro e se si state già scrivendo e registrando qualcosa?

Krhura Abro: Si, abbiamo iniziato a scrivere materiale nuovo, abbiamo decine di demo sparse che metteremo a terra al più presto un paio di pezzi quasi completi ci sono già.

Grazie mille per la splendida ed intensa chiacchierata, lascio a voi le ultime parole per i lettori di “Litanie del Buio”

Addio e grazie per tutto il pesce.

Ponte del Diavolo are:

Erba del Diavolo: Vocals
Krhura Abro: Bass
Laurus: Bass
Segale Cornuta: Drums
Nerium: Guitars
Kratom: Synth

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