Ciao Max, è un grandissimo piacere approfondire con te l’uscita del nuovo atteso lavoro dei The Ossuary “Requiem For The Sun” che dopo svariati ascolti trovo veramente intenso ed emozionante, quali i passi che hanno portato alla sua composizione?
Innanzitutto mi fa piacere tu abbia apprezzato. E’ un disco “difficile” perchè esce quasi 4 anni dopo “Oltretomba”, un album che ha ricevuto un feedback molto positivo dalla critica. Abbiamo passiamo gli ultimi 3 anni a riarrangiare e selezionare il materiale migliore che poi è finito nel disco. Ci sono stati dei cambi di line up che hanno rallentato il processo di songwriting perchè ogni volta eravamo costretti a fermarci per insegnare la scaletta ai nuovi arrivati ma alla fine siamo andati avanti. Siamo partiti dall’ approcio vagamente prog-psichedelico di “Oltretomba” per poi finire per “asciugare” le strutture dei brani puntando molto sul riff e sulle voci, ci siamo rifatti al passato perfezionando la formula da cui eravamo partiti.
Quale il concept o filo conduttore che lega tutte le otto tracce del nuovo lavoro e cosa vi ha portato verso di esso?
“Requiem For The Sun” non è un concept album ma in parte racconta di quei mondi che si nascondono lontani dalla luce ed i relativi stati dell’ animo. L’ispirazione è venuta dal fatto di aver forzatamente passato interi pomeriggi ad osservare dal mio balcone i surreali tramonti estivi durante la pandemia, le temperature e l’umidita’ soffocanti, uniti alla luce hanno amplificato quel surreale senso di desolazione e angoscia che ha fatto accendere la scintilla ispirativa per questo album.
Trovo “Requiem For The Sun” più rock rispetto al suo predecessore “Oltretomba” del 2021, ti ritrovi e nel caso cosa ha portato a questa, comunque bellissima, scelta?
Non mi sorprende quello che dici, questo album nonostante la pesantezza della maggior parte dei riff ha un approcio più rock perchè racchiude tante influenze che conferiscono in uno spettro sonoro che va oltre l’heavy metal. Non è mai qualcosa di pianificato in precedenza perchè ogni disco è a sè stante e il mood durante il songwriting cambia ogni volta. Tra un disco e l’altro passano degli anni, cambiano i punti di vista, cambiano gli ascolti oppure si evolvono, e questo finisce per influenzare parecchio quello che fai.
Altra caratteristica che trovo nelle nuove tracce è un alone più cupo rispetto i precedenti lavori e quasi onirico, cosa alla base di questo interessantissimo aspetto?
Credo che la cosa dipenda fondamentalmente dalla presenza di brani piu’ lenti e pesanti rispetto al passato, a parte “The Volume Of Void” e “The Others”, due brani “up tempo” che in un certo senso si avvicinano ad alcuni brani dei dischi precedenti. Inoltre la voce è spettrale, i testi sono più introspettivi, il suono delle chitarre e gli arrangiamenti con i synth conferiscono più profondita’ al sound, questi fattori messi insieme contribuiscono a creare quell’ alone di cui parli…
Ho una traccia preferita all’interno del nuovo lavoro ovvero “The Others”, puoi raccontarci di più?
Era un brano che in origine era stato concepito per suonare lento e psichedelico ma non funzionava, ci abbiamo rimunginato su per diverse settimane poi nel giro di una prova abbiamo deciso semplicemente di suonarlo più veloce e quella è stata la svolta definitiva del brano, nel giro di poche ore era pronto. Il brano parla di ponti con l’ aldila’, poi molto più profondamente si riferisce alla difficoltà nell’ accettare il distacco da cose e persone.
Difficile pubblicare un album fresco, intenso appunto ed accattivante come il vostro in un genere rock -occult-doom che ha visto dare tanto in questi ultimi anni, quale il segreto?
Rimanere fedeli alla stessa formula iniziale, ma sopratutto non abbiamo mai voluto muoverci entro l’ angusto spazio delimitato dai paletti che definiscono un genere e credo che questa caratteristica sia rimasta intatta negli anni. Volevamo semplicemente scrivere brani catchy e malinconici prendendo inspirazione da molta musica diversa ma senza mai copiare nessuno. Non siamo mai stati una band propriamente doom o stoner rock, siamo fondalmentalmente una band che segue un proprio percorso sonoro, una band heavy rock dal sound catacombale e occult per via delle tematiche. Alla fine poi non so neanche se esiste un canone che possa definire una band occult piuttosto che in un altro modo. Occult rock per me sono tanti subgeneri di rock diversi tra loro, per me lo sono sopratutto quelle psychedelick folk band tipo Coven così come lo sono per certi versi Roky Erikson o Syd Barrett, oppure gli stessi Black Sabbath, Blue Oyster Cult o Led Zeppelin, o i Mercyful Fate e alcune band della NWOBHM…
Se dovessi scegliere un aggettivo con il quale descrivere “Requiem For The Sun” quale sceglieresti e per quale motivo?
Lo descriverei come l’ “album complicato”, dovevamo provare a noi stessi di poter sopravvivere al caos creatosi all’ interno della band e proseguire nel miglior modo possibile, penso che ci siamo riusciti!
Esistono delle band del passato che ancora oggi scoprite e le cui idee vi ispirano più di altre?
Sicuramente gli Ossuary sono nati come una sorta di tributo alla musica del passato in chiave moderna e alternativa, per cui ci rifacciamo sicuramente al rock di fine anni ’60, ’70 ed ’80. Quello che stiamo cercando di fare con ogni album è di evolvere il nostro sound in qualcosa di ancora più personale e cercare di scrivere dei brani che ci rispecchino emotivamente.
Avete degli aneddoti particolari rispetto al processo di composizione del lavoro?
In realtà non ho niente in particolare da raccontare se non il fatto che questa volta la gestazione è stata lunga per via di intoppi tecnici che non amo ricordare, ti basti pensare che siamo entrati in studio a Settembre e nonostante avessimo registrato tutte le tracce in 2 settimane scarse abbiamo impiegato una sacco di tempo per il mix e il mastering, alla fine abbiamo terminato i lavori al Dicembre del 2024.
Ci sono delle tracce a cui siete maggiormente legati e nel caso per quale motivo?
Al momento non ho un brano preferito all’ interno della scaletta dell’album ma ovviamente parlo solo per me. In generale mi piace tutto il disco, ancora oggi a distanza di mesi lo ascolto con piacere, normalmente tendo a stufarmi molto facilmente di quello che scrivo, ascolto il lavoro finito un paio di volte prima che vada in stampa, dopodichè passo avanti e me ne dimentico, questa volta non è ancora successo…
Trovo particolarmente interessante il video di “Far From The Tree”, puoi darci maggiori dettagli?
Il video è un opera di Costin Chioreanu, realizzatore di animation video e grafico professionista che lavora con nomi come Jethro Tull, Candlemass, Voivod, Carcass, Mayhem, Ghost, Tribulation, Corrosion Of Conformity, Diamond Head e tanti altri artisti internazionali. Ci siamo conosciuti anni fa sul set di un video degli Entombed AD. Gli piacciono molto gli Ossuary e qualche anno fa ha realizzato per noi il video di “Ratking”. Quando è arrivato il momento di produrre un nuovo video per il primo “singolo” dell’album, gli ho inviato un paio di brani e lui è rimasto particolarmente colpito da “Far From The Tree” , così abbiamo deciso di usare il brano come primo singolo affidandogli la realizzazione del video con la tecnica dell’action painting. Credo che il risultato sia incredibile: musica, parole ed immagini legano alla grande tra di loro rendendo il brano ancora più epico ed onirico.
Data la vostra attitudine al live spero ci siano molte date in programma, riuscite ad anticiparci qualcosa?
Per il momento abbiamo confermato 4 concerti in Italia per fine Maggio, poi vedremo cosa succederà dopo l’estate, abbiamo sicuramente voglia di suonare il nuovo materiale dal vivo in giro…
Lascio a te le ultime parole di questa interessante chiaccherata ringraziandoti non poco per quanto regalatoci con “Requiem For The Sun”.
Io ringrazio te per il supporto e per i complimenti al disco, pubblicheremo l’ulteriore singolo “Altar In Black” e relativo video in prossimità della pubblicazione dell’album prevista il 23 Maggio via Supreme Chaos Records, see you all around!
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.