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Occult & Dark Music Blog

Dannosi Incontri – John Goldfinch (L’Impero delle Ombre) – Track by Track “Oscurità”

“Oscurità” album di prossima uscita de “L’impero delle ombre” è un ultimo viaggio in quello che la band ha iniziato, concepito, definito e classificato come “Cemetery Rock”. Otto canzoni coincidenti con un’esperienza unica nell’abisso, tracce memorabili capaci di sprigionare oscura energia ed in grado di catturare e sorprendere l’ascoltatore in ogni propria sfaccettatura.

Cinquantacinque minuti fuori dal tempo e dalle caratteristiche più heavy e più doom rispetto al clamoroso predecessore “Racconti Macabri, Vol 3” ma contenitori di tantissime sfumature anche prog, rock o folk che rendono il tutto dinamico ed eterogeneo nel modo più interessante possibile. Mai un momento stanco, mai una debolezza, “Oscurità” diventa per ciascun fan un classico del dark sound già al primo ascolto ed è inutile nascondere la speranza di poter sentire altro in futuro.

Un disco che non si deve solo ascoltare ma anche studiare data la diversità degli argomenti e delle storie “narrate” sempre nel modo più affascinante da John, autentica fornace di note e pensieri.

Pensiero personale e relativa menzione va poi allo splendido ed ispirato lavoro alla chitarra di Andrea Cardellino, talento cristallino ed alla produzione che dire all’altezza e’ poco. Tanti gli spunti presenti in questo album, tante le forti emozioni provate, tanta l’arte respirata, tanta l’oscurità vera avvertita, tanto il pathos suscitato, tanto il trasporto generato difficilmente spiegabile a parole.

Sono onorato quindi di poter ospitare tra le pagine di “Litanie del Buio” il track by track proveniente direttamente dal pugno del mastermind de “L’impero” John Goldfinch che personalmente ringrazio per tutto quello fatto in questi anni e per quello che ci ha regalato attraverso “Oscurità” ovvero un autentico capolavoro, a te John!

Salve Phil qui John Goldfinch de L’impero delle Ombre, sono pronto a darti qualche info per quello che riguarda il nuovo imminente disco, il quarto full length album che si chiamerà “OSCURITA’”.

Uscita prevista verso la fine di maggio di quest’anno per Black Widow records di Genova, saranno 8 pezzi per oltre 55 minuti di “Cemetery Rock”, è stato registrato presso i Decibel studio da Carlo Meroni con la line up composta oltre a me e mio fratello Andrea chitarre, da Michele Ercolano alla batteria, Rob Ursino chitarra ritmica, Vinz Ceriotti al basso e Davide Cristofoli alle tastiere. Avrà come artwork l’opera dell’amico il grande Danilo Capua, qui sotto in evidenza.

Di seguito il mio track by track:

IL MIO ULTIMO VIAGGIO

Il disco si apre con questo pezzo che è la composizione più classic doom che abbiamo mai realizzato! Sonorità ultralente, tristi, disperate, effettate, riverberate e con delay infiniti, echi di primi Candlemass , Reverend Bizarre, Count Raven, del Chain di Alkehest.

Il testo parla in prima persona delle impressioni di un uomo che è appena trapassato e cerca di capacitarsi e fare a caldo i primi bilanci della sua vita appena scivolatagli dalle mani.

ZULPHUS ET MERCURIUS

Il secondo brano cambia subito registro musicale rispetto alla monolitica opener! Musicalmente è un doom progressivo con intro di spinetta che ci trasporta in epoche antiche di qualche secolo, perfette per raccontare della nobile arte e proto-scienza che fu’ l’Alchimia. Suggestioni e visioni oniriche, occulte ed esoteriche.

LACRIME NELLA PIOGGIA

Un pezzo questo decisamente Heavy Metal ma che parte con un ritmo sincopato accompagnato da un giro di sax, che sa un po’ di King Crimson e che poi sfocia in una cavalcata robusta in doppia cassa, vocals ieratiche ed alternanza di soli chitarra – tastiera. Nel testo uso la metafora dei replicanti di Blade Runner (il capolavoro di Ridley Scott) per raccontare dell’esodo dei popoli costretti a scappare senza meta e identità da guerre e regimi soffocanti.

DAGON

Pezzo in origine già edito per la compilation tribute album “Vita e opere di H.P. Lovecraft” prodotta da BWR stessa qualche anno fa, noi lo abbiamo risuonato ex novo e riarrangiato dei cori femminili. Amo particolarmente questo pezzo, è musicalmente variegato e strutturato ed ha nella parte finale un andamento Doom ondivago che realmente sembra di essere in alto mare in burrasca… con quel solo di violino poi che richiama i nostri amati High Tide, grande fonte di ispirazione!

MACARA

La “Macara” anche detta “Maciara” è una figura antropologica soprattutto appartenente al passato del Sud Italia, è la classica strega popolana o meglio fattucchiera, colei che faceva o toglieva il “malocchio”, creava amuleti, lanciava incantesimi ed era vittima il più delle volte della superstizione e del pregiudizio alimentato dall’ignoranza di una società rurale poco e niente scolarizzata, paranoia. Ho attinto molto da “IL DEMONIO” il film capolavoro di Brunello Rondi del 1963 (di cui utilizziamo alcuni samplers) e da racconti orali del mio paese. Musicalmente è un pezzo Heavy Metal molto “Evil” ed inquietante con un sorprendente intermezzo folk ed una sparata veloce a metà brano impreziosito dal guitar solo del mio amico, il grandissimo Tommy Talamanca dei Sadist ,che ringrazio!

LA TAVERNA DEL DIAVOLO

Altro pezzo di Heavy Metal oscuro dai grandi riffs che sono un assoluto trademark dell’Impero ad opera di Andrea, andamento medio minaccioso per questo racconto “nero” che ha qualcosa di autobiografico! Dunque vedo di spiegare al meglio che posso: quando ad inizi anni duemila io, mia moglie C. e mio fratello Andrea (il chitarrista appunto) vivevamo insieme nel profondo Chianti, nelle misteriose colline fiorentine e rimisi su il progetto L’Impero delle Ombre coi fratelli Dario ed Enrico Caroli (dai Sabotage), successe che fui licenziato da una ditta edile di merda, e quasi per dispetto decisi che saremmo andati a festeggiare in uno strano locale a pochi chilometri da dove vivevamo allora, si perché quella “TAVERNA DEL DIAVOLO” che vedevo tutti i giorni passando di lì ovviamente mi attirava da matti! Ci andiamo, entriamo e… WOW!!!… tutte le pareti erano affrescate con temi infernali, diavoli che in punta di forcone torturavano le anime… ero in estasi! E chiaramente chiesi lumi al proprietario del locale che incalzato da me e seppur con qualche reticenza, mi raccontò che quegli affreschi erano opera di un artista del posto ubriacone e pazzo che dipingeva per un tozzo di pane e che di lì a breve si trasferì negli USA a Los Angeles mi pare e che morì in circostanze misteriose! “Ecco questo è tutto”, disse “… non so altro, giuro!”. Ci potete credere o no, passo di lì dopo qualche giorno e c’era un cartello: “Taverna chiusa per sempre!”

Beh! questa storia mi è rimasta inchiodata nel cervello per oltre vent’anni, quando, grazie alla rete, ho fatto delle ricerche e ho scoperto che negli anni quella taverna a due passi da Scandicci, poi venduta e ristrutturata come abitazione, era stata teatro di alcuni avvenimenti tragici incredibili, nell’ordine: è situata vicinissimo alle “orme del Diavolo”, leggenda narra che il Diavolo scacciato da San Zenobio lasciò impressa la forma del suo zoccolo luciferino accanto ad un ruscello. Poi negli anni della seconda guerra mondiale, proprio là in quel posto, fu trucidata a sangue freddo dalle SS tedesche una coppia che si era appartata per un po’ di intimità, infine negli anni 70/80 proprio “la taverna del diavolo” era il punto di incontro dove si riunivano (da indagini accurate) i famigerati “compagni di merende” dei delitti del mostro di Firenze per pianificare le proprie malefatte bicchiere di vino alla mano!

IL GATTO NERO

Un Heavy metal cattivo e maligno questo è il tenore del disco pare a conti fatti! Qui io sento la reminiscenza delle fughe dei Death ss mark2 o del Violet Theatre musicalmente, sul testo c’è poco da dire, mi sono rifatto in tutto e per tutto al capolavoro letterario allucinato del maestoso Edgar Allan Poe!

CIRCOLO SPIRITICO NAVONA DUEMILA

Questo è un po’ il picco secondo noi del disco, un’anomalia per il nostro modo classico di intendere la nostra musica. Parte come una ballata per poi aprirsi ad una suite orchestrale e sinfonica, per un po’ abbiamo accarezzato l’idea di poter usare una vera orchestra ma al nostro “livello” non era possibile ed abbiamo optato per delle dignitosissime tastiere di cui vado comunque fiero per concludere in un vortice di guitar licks strazianti. Il testo di questo pezzo parla dell’opera e della vita del grandissimo spiritista ed esoterista Fulvio Rendhell, romano ultranovantenne è definito il piu’ importante spiritista vivente alche’ tramite il mio amico Alessio Sanniti dei Misantropus di Latina e la figlia di Rendhell (Alexandra) sono riuscito ad entrare in contatto col maestro Fulvio, che una sera mi ha chiamato con mio grande stupore ed emozione e mi ha detto delle cose… inoltre ha pure recitato un piccolo monologo parlato per noi che abbiamo campionato ed inserito nel pezzo in questione….sentirete da brividi!

…ed anzi, c’è dell’altro che l’occhio non vede! (sappiatemi dire).

LONG LIVE CEMETERY ROCK!

L’impero delle Ombre – “Oscurità”

John Goldfinch – Voce

Andrea Cardellino – Chitarra

Michele Ercolano – Batteria

Rob Ursino – Chitarra ritmica

Vinz Ceriotti -Basso

Davide Cristofoli -Tastiere

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