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Dannosi Incontri – Freddy Delirio (Delirio And The Phantoms)

Ciao Freddy, “Platinum” è un lavoro intenso ed entusiasmante uno dei migliori album che io abbia ascoltato negli ultimi anni, quale il processo ed i momenti che hanno portato alla sua creazione?

Ciao Filippo, intanto ti ringrazio davvero per quello che hai detto. Fà davvero piacere sentire queste parole dopo tanto lavoro. Il disco è partito inizialmente da alcune canzoni che avevamo già scritto e prodotto nella loro prima veste: “Platinum” e “On the Threshold” pubblicate da Black Widow Records in un disco split con il grande artista norvegese Mortiis e in una compilation sulle tematiche di Lovecraft. Nello stesso periodo abbiamo cominciato a scrivere molto materiale io e Christian e ci siamo ritrovati tra le mani potenzialmente un album completo. Fuel Records/SELF Distribuzione ci ha proposto nel mentre un disco lampo, ed è stata un’occasione che abbiamo preso al volo. A quel punto abbiamo cominciato ad ottimizzare le varie canzoni e ci siamo ritrovati nel giro di pochi mesi, l’album sostanzialmente pronto.

A distanza di mesi e’ un album che cresce dopo ogni ascolto, non finisce mai di stupire ed è impossibile da accantonare. Come si arriva a questi risultati?

Platinum è un viaggio, pieno di sfumature, ogni canzone è nata da un’idea estemporanea, ogni volta. Non c’è niente di ragionato a tavolino, è un disco molto istintivo e sincero. Ogni song ha una propria radice sia a livello musicale che nel contenuto del testo e cerca di portare l’ascoltatore in un quel determinato mondo, in quella dimensione ben precisa come se fosse ogni brano la scena di un film.

“Platinum” arriva a qualche anno di distanza dal precedente “The Cross” quali le differenze tra i due lavori? A mio parere “Platinum” spicca per una maggiore eterogeneità rispetto al magnifico vostro esordio.

Sono entrambi dischi molto sentiti e spontanei, in cui sono presenti atmosfere ancestrali e multidimensionali, ma se The Cross è un mio lavoro solista con l’aggiunta di alcuni preziosissimi assoli di chitarra realizzati da prestigiosi assi della sei corde come Vincent Phibes, Francis Thorn ecc, Platinum è un disco che nasce sia da mie idee che da riff scritti da Chris. Lui è riuscito a comporre giri di tastiera, chitarra, oltre ad aver suonato tutte le batterie, che hanno portato alla realizzazione di brani come Pyramidal Lymph, No Mercy, The Light Scares You ecc. quindi il suo contributo è stato determinante e questo ha portato ad una maggiore eterogeneità dell’album.

Vi è un concept o filo conduttore che lega le tracce dell’album?

Come nel caso di The Cross, i brani sono relativi ad esperienze di vita vissuta in relazione a considerazioni su periodi storici precedenti come se i fantasmi sentissero il peso di quello che è stato, prendendo gli insegnamenti dal passato, portandoli come preziosi tesori, per affrontare il futuro imminente. Le tematiche anche se sempre cangianti, hanno questo filo conduttore ed ogni testo, anche quello più oscuro, inconscio e delicato, ha in fondo sempre un’apertura positiva.

Esiste un brano per cui vuoi dire qualcosa di particolare ed a cui ti senti più legato? Personalmente sono innamorato di “Pyramidal Lymph”.

Ogni domanda che mi poni, mi fa dire ogni volta: GRAZIE. Veramente, percepisco che il disco ti è piaciuto e questa cosa mi lusinga non poco. Pyramydal Lymph è un brano a cui siamo molto legati. Partito da questo particolare giro di synth di Chris, si snoda su un andamento coinvolgente, pieno filosofia e musica ricca di ritmo e armonia. Mano a mano che si sviluppava la canzone, eravamo ogni volta più entusiasti e avevo in mente sempre più chiaramente l’idea del video che poi ho realizzato.

Peculiarità di questo lavoro e’ anche la capacità di rendere più che attuali influenze classiche attraverso la rivisitazione di alcuni storici brani, come sei giunto alla scelta degli stessi?

Esatto. Alcune parti orchestrali e molto atmosferiche, tipiche di una colonna sonora di un film, come nel caso di Always Here, con quell’incedere pesante e dall’inizio quasi straziante, danno vita a una canzone, in questo caso, che vuole commemorare certi ricordi storici, come fossimo anime di corpi quasi morenti sul campo di battaglia, poi reincarnatesi, pronte ancor una volta a scrivere qualcosa nel proprio destino. Un passato ciclico che ritorna, con la voglia di creare e di vivere ancora una volta in una spirale ascendente che sia migliore della precedente, mai discendente, altrimenti non avremmo imparato niente.

“Platinum” vede l’esordio di tuo figlio Chris, come è stato lavorare con lui? Da padre, come sono anche io, credo sia stata un’emozione incredibile.

Questa è la domanda più bella e ancora una volta mi onorano le tue parole.
Ricordo quando uscì il disco “Enjoy the show”, sempre per Fuel Records/SELF Distribuzione del mio progetto H.A.R.E.M. durato quasi 25 anni, dove era presente la canzone “Angel” che ho scritto per mio figlio Chris, e in cui ha suonato Reb Beach (Whitesnake, Winger ecc). Nel video c’è sia Reb che un giovanissimo Chris in alcuni momenti anche mentre suona la batteria. Scrissi quel brano dedicandolo al momento della sua nascita, in quegli anni era ancora un cucciolo, pensare che ora suona con me e che è ormai un uomo formato, è un’emozione indescrivibile. Lavoriamo molto insieme. Lui suona tutti gli strumenti ore e ore ogni giorno a partire dalla chitarra e scrive tantissimo materiale, sia piuttosto estremo su linee Cyber-Death-Black Metal dove canta anche molto bene in Scream e in Growl che dedicandosi a progetti tastieristici più elettronici dai tratti new wave anni 80… Collaboriamo molto e mi stupisce ogni giorno.

È particolarmente intrigante la copertina del disco, quale il suo significato?

Siamo davvero soddisfatti della copertina. È partita da una nostra idea che voleva rifarsi all’emanazione delle onde radio in una connotazione retrò di circa un secolo fa, ma dove l’antenna da cui partono le onde, è in realtà una piramide, che emana la linfa piramidale, riconducibile al percorso formativo dell’accademia di Platone. La realizzazione della copertina è opera di Roby Manini che ha ben colto da subito il senso della nostra idea, trasformandolo in qualcosa di concreto e di sicuro impatto.

Come nasce un brano di Freddy Delirio indipendentemente dal progetto in cui sei convolto, ci sono dei rituali particolari o le modalità sono diverse e dipendono dal momento?

I brani nascono velocemente. Un’atmosfera che mi tocca dentro, qualcosa che mi colpisce direttamente e che in un attimo prende un ritmo, una serie di note capaci di creare subito una dimensione, un andamento. A quel punto scrivo il testo e subito creo la linea melodica sulla musica che avevo appena abbozzato. Da quel momento, gli arrangiamenti, la produzione ecc diventano sfumature per decorare quel tipo di messaggio che quella determinata canzone, vuole esprimere.

Che ruolo ha la tecnologia all’interno delle tue creazioni? Credo che tu la metta al servizio delle tue composizioni nel migliore dei modi.

La tecnologia è sicuramente utile. Aiuta a realizzare velocemente la struttura di una canzone. Ma poi mi piace registrare alla vecchia maniera, cercando di cogliere quanto di meglio possa fare durante le fasi di registrazione. Durante il mixaggio a sua volta, utilizzo sia macchine nuovissime per quanto riguarda computer e software che anche vintage come la console analogica degli anni 80 e outboard vari, in un connubio ibrido tra analogico e digitale.

Esistono delle esperienza extramusicali che contribuiscono ed ispirano la tua creatività?

Credo che scavare all’interno di noi stessi sia uno dei più grandi viaggi che possiamo fare, il nostro DNA è ricco di cose, abbiamo un bagaglio importante da cui attingere. Bisogna saperci ascoltare e scoprire molto del passato sia in questa vita che in quelle precedenti, in relazione sia alle possibili reincarnazioni che semplicemente alle vite dei nostri avi, di cui portiamo chimicamente tanti tratti che ci parlano chiaro.

Ho avuto la fortuna di assistere ad alcuni dei vostri show, che ruolo dai alla teatralità sul palco?

Viene tutto molto spontaneo, abbiamo sicuramente uno show coinvolgente. Sia i trucchi che le maschere, le scenografie e le proiezioni, canzone per canzone, portano il pubblico a vivere un’esperienza virtuale  come in un libro che ha preso vita. Mi piace molto la comunicazione anche gestuale mentre canto e suono per esprimere al meglio ogni canzone che sto vivendo ed interpretando sul palco.

Quali sono i tuoi progetti futuri di Freddy Delirio?

Con Chris stiamo lavorando ad un progetto estremo sulle sonorità dove lui si muove davvero a suo agio. Ho scoperto di avere una voce in scream anche io. Devo riuscire come padre, a stare dietro a questo figlio pieno di idee e risorse, eheheheh! Stiamo creando con costanza sempre nuovo materiale all’interno dell’FP Recording Studio. Nel mentre stiamo preparando la scaletta con i Phantoms per nuovi live che faremo tra qualche mese e dopo aver prodotto ben sei videoclip ufficiali, e i lyrics dei restanti brani di tutto il disco Platinum, via via nel nostro canale YouTube vengono caricati anche i video live dei vari concerti.
Abbiamo molti contenuti che condividiamo nelle nostre pagine ufficiali sia su YouTube che sul nostro sito:

https://www.youtube.com/@delirioandthephantoms  

https://www.delirioandthephantoms.com

nonché sui nostri vari canali social.
Un caro saluto ai lettori e grazie ancora per questa bellissima chiacchierata.

Delirio And The Phantoms are:

Freddy Delirio – voce e tastiere
Chris Delirio – batteria
Paolo Oliveri – chitarra
Alessandro Lupo – basso

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