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Occult & Dark Music Blog

Dannosi Incontri – Frater Orion (Deathless Legacy)

E’ un grande piacere dialogare della nuova opera dei Deathless Legacy “Damnatio Aeterna“, la cui uscita è un evento tra i più importanti nell’ambito del dark sound italiano e non solo, almeno secondo me. Quale la sua gestazione in un periodo per voi denso di impegni soprattutto live?

Abbiamo buttato giù i primi provini già durante il tour di “Mater Larvarum“, abbiamo però iniziato a lavorarci più seriamente circa un anno fa, iniziando a registrare l’estate scorsa per concludere tutto all’inizio dell’autunno dove abbiamo iniziato a girare i video e tutto il resto… non ce la facciamo proprio a riposarci un pò 🙂 

Ogni vostro album coincide con un viaggio mistico ed unico, quale il concept è cosa lo ha ispirato?

Damnatio Aeterna segue Malchrum, un demone caduto in disgrazia nei gironi inferiori dell’Inferno, incaricato di riscattarsi portando all’Inferno l’anima di un prete. La sua prima vittima è Don Bernardo, un sacerdote devoto di una piccola parrocchia.

Dopo aver studiato i peccati dei fedeli nel confessionale del prete e aver capito i suoi punti deboli attraverso un’illusione demoniaca, Malchrum provoca a don Bernardo una polluzione notturna, rendendolo impuro secondo le regole della Chiesa. Questo evento, chiamato defectio dispositionis corporis, impedirebbe al sacerdote di celebrare messa. Tuttavia, il sagrestano lo costringe a officiare nonostante il suo turbamento, non lasciandogli tempo per purificarsi. Bernardo, in preda al conflitto interiore, celebra la messa con mani impure, profanando l’atto sacro e cadendo in un peccato inconfessabile.

Parallelamente, un evento straordinario scuote l’Inferno: la Chiesa annuncia un Giubileo straordinario, destinato a cancellare tutti i peccati dei fedeli senza alcuna confessione, dato che sarà sufficiente passare per una delle porte sante per purificarsi. Per Lucifero, questo rappresenta un’affronto insopportabile, e così ordina a Malchrum di trovare il modo di trascinare all’inferno un cardinale. 

Malchrum inizia la ricerca della sua nuova vittima e crede di averla trovata nel ricco Cardinal Ruscelli. Convinto che la corruzione sarà facile, tenta di portarlo alla perdizione utilizzando le advances di una suora sotto possessione demoniaca. Tuttavia, il piano fallisce miseramente: il cardinale non è interessato. Con orrore, Malchrum scopre infatti che il prelato è in realtà un pedofilo.  Diventerà allora ancor più importante per il demone far si che il cardinale finisca all’inferno prima che possa passare in una porta santa e cancellare i suoi peccati. Per sapere come si conclude la storia però dovete leggere il libro… Il concept è stato ispirato da un piccolo spezzone del film Haxan del 1922. 

Quale la morale a cui secondo voi aspira il concept sopra descritto?

Che chi predica di dannazione eterna spesso è proprio chi la ottiene.

Ritengo eccezionali e diverse tutte le vostre produzioni, quali le maggiori differenze rispetto al precedente e grandioso “Mater Larvarum” del 2022?

Il nuovo album riparte anche musicalmente da dove eravamo arrivati con Mater Larvarum lo riprende e lo espande verso nuove direzioni, è la sua naturale evoluzione.

Personalmente ritengo caratteristica importante in “Damnatio Aeterna” una maggiore oscura epicita’. Cosa, se vi ritrovate, ha portato a questa secondo me azzeccata scelta?

È stata una scelta che ho voluto fortemente, e che si è sviluppata intorno al concept. L’idea era proprio quella di dipingere gli scenari infernali narrati nel concept con la nostra musica. 

Rispetto ai lavori passati non ci sono pezzi, seppur tutti bellissimi, che secondo me spiccano come hit rispetto ad altri ma è l’intero album ascoltato dall’inizio alla fine ad essere una mastodontica hit, siete d’accordo con questa considerazione ed in caso affermativo cosa ha portato a questa scelta?

Beh non sono d’accordo. Al massimo non spicca nessun brano proprio perché sono tutte hit 🙂

A parte gli scherzi, credo che già da diversi anni le nostre produzioni si caratterizzino per essere una narrazione che è al suo massimo splendore se ascoltata tutta di seguito. Peccato che l’industria musicale vorrebbe invece solamente singoli. Ma noi ce ne freghiamo e facciamo i concept album. Perché ci va di fare così. 

Personalmente sono rimasto affascinato dalla splendida “Get on your knees” con quel suo ritmo lento e sensuale, quale l’idea alla base e cosa vi ha fatto optare per tale stile particolarmente accattivante ed inusuale per i vostri standard?

La canzone è stata scritta per rappresentare il sogno erotico di un prete (che trovate descritto con dovizia di particolari nel nostro libro), dipinge così l’interno di un confessionale dalle luci rosse soffuse. La potenza di un concept è proprio quella di aprire porte verso territori inusuali. 

Penso che nelle undici tracce sia importantissimo il lavoro sulle atmosfere e sulle tastiere anche in misura maggiore rispetto i precedenti album, quale in generale il processo compositivo che ha messo in evidenza ciò?

Mi sono presentato in studio con un immagine per ogni canzone, insieme alla parte della storia che dovevamo raccontare. Chiedendo agli altri musicisti di dipingere con la musica l’immagine che gli mostravo. Un approccio direi piuttosto inusuale, pazzoide, scellerato, completamente fuori di testa, che però credo abbia funzionato…

Partendo dal fatto che tutte le tracce sono importanti, ve ne sono alcune a cui siete più legati e perché?

Sanctified” questo perché è il brano più introspettivo che tocca corde tanto importanti quanto profonde. 

Nell’ambito del momento che state vivendo della vostra carriera come definireste “Damnatio Aeterna” con un aggettivo e quale il motivo della sua scelta?

Minimizzare tutto quello che provo per questo album in un unico aggettivo è una vera e propria violenza psicologica 🙂 non sono in grado di risponderti, si porta dietro un carico emotivo troppo grande.

Da fan seguo tutte le vostre pubblicazioni comprese le varie collector’s edition che sono delle vere e proprie opere irrinunciabili in grado di impegnare l’ascoltatore nello studio delle materie da voi trattate non solo tramite l’ascolto.  Ritengo che il tutto porti ad una sorta di fidelizzazione dell’ascoltatore che va oltre le note, vi ritrovate?

Creare le collector’s edition è qualcosa di veramente impegnativo, non solo economicamente ma anche psicologicamente,  dato che per me che mi occupo di tutte le grafiche e del loro sviluppo, aggiunge un carico di lavoro enorme ad un periodo già saturo come quello di un uscita discografica. Ma io lo faccio per una sorta di amore verso i nostri accoliti, voglio dargli qualcosa di speciale , di unico, qualcosa di cui possono andare fieri… 

Trovo, appunto, incredibilmente affascinante il connubio audio visivo del singolo “Sanctified” sia attraverso le sue note che il suo video, potreste dirci qualcosa in più?

La struttura armonica di “sanctified” si basa sull’alternarsi di due accordi indefiniti. È questa sospensione e indeterminazione che da quella sensazione di fluttuazione in un etere infinito. Allo stesso modo il video ci proietta in una dimensione del tutto interiore, dove dalle ferite sgorga oro anziché sangue. 

Cosa oggi vi influenza di più della musica, dell’arte e cultura in generale? Credo che ci siano tanti testi e opere a cui fate riferimento che continuano a soddisfare la vostra fame di sapere.

A dirti la verità, per trovare ispirazione negli ultimi anni tendo più a guardare dentro che fuori… non ci sono molte cose “moderne” che mi soddisfano, piuttosto sono affascinato dai classici del novecento.

Personale mio pezzo preferito di “Damnatio Aeterna” e’ la conclusiva “Gehenna“, una traccia  intensa e piena di pathos, potete raccontarci di più?

(Spoiler) Questa Traccia rappresenta lo squarcio dove le ombre si allungano e le porte dell’inferno si aprono su questo mondo, dove un groviglio di arti freme nel catturare e trascinare giù nel cocito le anime dannate. 

Il vostro gruppo e’ pieno di talento, con eccellenze in tutti gli strumenti nonché alla voce con l’incredibile Steva, e’ sempre facile gestirlo e metterlo al servizio dei Deathless Legacy? 

Il mio obbiettivo durante la stesura dei pezzi è proprio quello di creare brani che possano valorizzare al massimo il suo talento, e negli ultimi dischi il sound è stato ammorbidito proprio per andare in questa direzione. Non ti nego che mi ferisce ancora molto quando qualche “true metaller” ci fa qualche commento simpatico su come quello che facciamo non sia nemmeno metal, ma credo che dopo “Saturnalia” come musicisti non abbiamo più niente da dimostrare. Quindi fanculo, faccio quello che mi pare. E valorizzo quello che mi pare. 

Siete una band che da anni è capace di sfornare un capolavoro dopo altro, come si fa a mantenere questi livelli e c’è qualcosa che vi rimproverate o che secondo voi potrebbe essere fatto meglio (anche fuori dalle vostre possibilità) per il raggiungimento di un maggiore successo commerciale che a mio parere meritate?

Come si fa a sfornare un capolavoro dopo l’altro? Non lo so proprio… e ogni volta ho il terrore di aver fatto un patatrack 🙂 

Non mi rimprovero niente, abbiamo fatto sempre quello che ci sentivamo di fare, e se il successo commerciale non è arrivato forse è perché non riesco veramente ad adattarmi ai ritmi frenetici e ossessivi del mondo contemporaneo. 

Il mio desiderio non è nemmeno un vero e proprio “successo commerciale”, mi basterebbe che la nostra musica arrivasse a più persone possibile.

Sono già state fissate le prime date del tour a supporto, i vostri sono sempre concerti pieni di energia ma cosa dovremo aspettarci in più nelle prossime date se si può anticipare qualcosa?

Abbiamo deciso di integrare in scaletta molti pezzi del nuovo disco, quindi sarà tutto nuovamente diverso…!

Ringraziandovi di tutto lascio a voi le ultime parole di questa interessantissima chiacchierata.

Non abbiamo parlato della cosa più strana del nuovo album, abbiamo creato un gioco di carte, sempre collegato al nostro concept, che è la vera chicca. Lo scopo del gioco è mandare all’inferno i preti avversari facendoli prima peccare e poi beh… perire… districandosi tra confessioni, miracoli, giubilei, reliquie e ricoveri all’ospedale gemelli… per non parlare della carta “morto un papa se ne fa un altro”.

Deathless Legacy

Steva – vocals
Sgt. Bones – guitar
Alex van Eden – keyboards
Deadwood Nick – bass
Frater Orion – drums
The Red Witch – performances

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