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Occult & Dark Music Blog

Dannosi Incontri – Flegias (Necrodeath)

E’ innanzitutto un enorme piacere avere l’opportunità di scambiare due parole su una band che per il metal nazionale e non ritengo fondamentale, è di qualche mese fa la notizia di mettere un punto sulla leggenda Necrodeath dopo la pubblicazione del nuovo ultimo album “Arimortis” e del tour a supporto che si protrarrà per tutto il 2025, cosa alla base di questa scelta che da vostro sostenitore mi ha dispiaciuto molto ma che ovviamente rispetto.

Grazie, ma il nostro tempo l’abbiamo fatto e volevamo chiudere in bellezza, ancora con il fisico che ci permette di reggere uno show Necrodeath. Probabilmente tutto questo ci mancherà e la musica non la abbandoneremo mai, ma dopo quarant’anni ci sembrava giusto chiudere questo sipario.

Una domanda da fan, nella vostra lunga carriera ho sempre apprezzato tutti i lavori pubblicati ma “Mater of All Evil” mi ha letteralmente cambiato “in meglio” come ascoltatore del metal estremo, cosa ricordate di quel disco e cosa lo ha per così dire “forgiato”.

Beh, non posso negare che il mio ingresso nella band abbia cambiato le carte in tavola, ma il grosso del lavoro è stato fatto proprio da tutta la band che si è chiusa in sala prove un anno prima di capire se avevamo ancora l’affiatamento e la carica giusta per riprendere il nome Necrodeath in mano dopo lo stop del 1990. Tanto ha fatto anche il nostro produttore svedese dell’epoca che ci ha rilanciato con un sound finalmente degno.

Il nome Necrodeath coincide con quello di una band seminale sicuramente a livello nazionale ma anche fuori dall’Italia il vostro è un valore riconosciuto, ne avete mai avuto tangibile prova?

Si dai le soddisfazioni non sono mancate, anche se il vero successo non è mai arrivato possiamo definirci soddisfatti a fine carriera, soprattutto per il fatto che abbiamo sempre fatto quello che volevamo e non ci siamo mai piegati a nessuno.

Ritengo che il vostro cammino in quarant’anni di vita, sudore e musica sia stato impeccabile e chi vi segue ve ne sarà grato per sempre ma c’è qualcosa con il senno di poi che avreste fatto diversamente o anche in tempi differenti?

Probabilmente qualche questione burocratica. Alcune cose ci hanno lasciato l’amaro in bocca e con il senno di poi l’avremmo gestita diversamente, ma come dicevo prima, tirando le somme, siamo contenti così.

Esiste un aggettivo con il quale descrivereste il percorso della band e quale il motivo della sua scelta?

Corro il rischio di essere ripetitivo, ma la prima parola che mi viene in mente è coerenti e, senza paura di sembrare spavaldo, ti direi anche onesti.

So che è difficile ma esiste una traccia all’interno della vostra discografia che secondo voi esprime l’essenza dei Necrodeath più di altre.

Mi viene facile dirti “Idiosincrasy”. E’ un brano che si sviluppa per tutta la durata dell’album, un lavoro di composizione enorme per noi che siamo soliti a canzoni intorno ai tre minuti. Lì trovi tutta la nostra essenza.

Nel corso degli anni il modo di scrivere e produrre musica è stato di base sempre lo stesso oppure è stato modificato anche in relazione alla situazione che viveva in quel determinato periodo la band?

Si possono dividere in tre fasi: la prima, dove Claudio e Peso erano i principali compositori, poi c’è stata una fase di mezzo in cui l’onere è toccato esclusivamente a Peso, ed infine quella con Pier e Peso che dura da Draculea ad oggi. Da un punto di vista lirico, è ovvio che nei primi due album c’era Ingo, dopodiché sono subentrato io a curare quest’aspetto ma sempre con l’aiuto di Peso.

Passiamo al nuovo album, “Arimortis”. Letteralmente verrebbe tradotto gli “altari della morte”, ma quale il significato dietro?

Gli altari della morte venivano eretti alla fine della guerra, per rendere onore ai caduti. La metafora è riferita alla nostra carriera musicale; la nostra battaglia l’abbiamo combattuta, adesso ci fermiamo, ci guardiamo indietro e ringraziamo.

Con quale sentimento vi siete approcciati alla scrittura di questo disco e quale l’idea alla base della stessa?

Con lo stesso che ti ho appena citato, fare un bel riassunto, trascrivere in musica il nostro trascorso e anche toglierci qualche sassolino dalle scarpe.

Particolarmente di impatto è la copertina dell’opera, cosa dietro la sua ideazione?

La copertina ha avuto una lunga storia; tra le tracce del nuovo album c’è un brano intitolato “New God” in cui tratto l’argomento dell’IA in chiave apocalittica. Tieni presente che all’epoca della scrittura e del concept artwork, l’intelligenza artificiale stava appena facendo capolino nel mondo consumer e nessuna band l’aveva ancora utilizzata. Mi piaceva l’idea di legare questa tematica alla copertina dell’album e allora ho provato ad usarla dandogli solo come “prompt” la parola Arimortis. Ne uscì un ottimo design, ricco di mistero e di simbologie che solo noi potevamo capire ma… c’era un ma! Qualcosa continuava a non convincerci appieno. Feci altri tentativi su altre piattaforme e tutte (anche se chiaramente belle) continuavano ad avere quel particolare che non ci convinceva. Mentre continuava il confronto tra di noi, ecco comparire decine di bands con grafiche generate dall’IA. Il risultato palesemente piatto e facilmente riconoscibile, ci ha fatto desistere e optare per una soluzione diametralmente opposta. Parlandone con Max Bottino, un artista che conosco fin dai tempi del liceo e con cui ho avuto l’onore di lavorare insieme a progetti video con i CADAVERIA, si è proposto di cederci una sua opera fatta anni fa’ che poteva rappresentare benissimo il guerriero esausto di ritorno dalla battaglia, intento a pulire i suoi panni dal sangue. Essendo appunto un’opera, l’unica clausola era quella di non ritoccare in alcun modo la foto e questo ci ha fatto giocoforza, andando non solo contro l’uso dell’IA, ma anche contro ogni forma di manipolazione dell’immagine.

Il primo estratto è “Storytellers of lies” un pezzo bellissimo, ispirato e Necrodeath al 100%. È per voi musicalmente una dichiarazione di intenti che nello specifico anticiperà quanto musicalmente troveremo nell’album?

Innanzitutto grazie, poi come ogni album Necrodeath si rispetti, il nostro marchio è sempre quello. Di sicuro troverai tracce che si scostano leggermente dal nostro stile, ma siamo sicuri che anche per tutta la durata dell’album potrai dire: questi sono Necrodeath 100%.

Apprezzo molto e condivido quanto da voi raccontato attraverso il suo testo. Credo che tante band “emergenti” italiane siano in moltissimi casi “ostaggio” del music business, secondo voi è possibile cambiare le cose?

Non sta più a noi sentenziare su certi argomenti, ce ne andiamo contenti anche perché questo mondo musicale non ci appartiene più. Arriviamo da un mondo in cui registravi una cassetta, la spedivi a tutti e se qualcuno era interessato, allora potevi pensare di far il passo successivo. Auguro solo che ci sia un domani dove il talento surclassi il denaro.

Mi trovo spesso a recensire o intervistare band che appartengono all’area genovese o ligure, ma cosa ha secondo voi questa terra di così particolare e fertile per il genere che tutti noi seguiamo?

Io arrivo dal Piemonte, anch’esso ricco di tradizione metal. Ti potrei citare anche Lombardia, Veneto, Toscana… l’elenco può davvero estendersi a tutte le regioni fino alla splendida Sicilia. In Liguria probabilmente c’è chi mette tutta la sua rabbia contro i turisti, e chi la mette in musica ah ah ha…. (mi sono permesso la battuta proprio perché sono ormai naturalizzato ligure da anni).

Come Necrodeath, siete una band imprescindibile per tutti i fan del metal estremo, cosa consigliereste a tutti gli artisti che cercheranno di prendere il vostro testimone?

Siate voi stessi ma ascoltate i consigli disinteressati. Tante prove e fatica in sala prove finché troverete una vostra identità. Non cacciate i soldi al primo che vi promette visibilità o tour di qua e di là.

Per il tour di supporto ad “Arimortis” avreste delle anticipazioni da dare altre alle date già fissate ed in particolare la scaletta sarà incentrata sull’ultimo lavoro oppure ci sarà una sorta di best of?

Oltre a dare spazio al nuovo uscito in casa Necrodeath, il resto sarà ovviamente un “best of”. Le date che possiamo già confermare sono: 18/01 Revolver (VE), 31/01 Nottetempio (MO), 01/02 Defrag (Roma), 15/03 Music Factory (CR), 20/07 Luppolo in Rock (CR). Ovviamente tante altre sono in fase di chiusura. Rimanete sintonizzati.

Lascio a te Flegias le ultime parole ringraziandovi infinitamente per quanto regalato in tutti questi anni e per questo 2025 che si prospetta memorabile.

Grazie a te e a tutti coloro che ci hanno supportato in questa avventura.

Necrodeath

Peso: batteria
Flegias: voce
Pier Gonella: chitarra
GL: batteria

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