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Occult & Dark Music Blog

Dannosi Incontri – Emiliano El Chivo (El Capro)

Ciao Emiliano, è un piacere poter dialogare con te riguardo al tuo progetto “Il Capro”, partiamo dall’inizio ovvero come e quando esse prende forma? Mi interesserebbe sapere quali sono le idee alla sua base.

Il progetto nasce nel 2020 dopo circa 10 anni di fermo nel campo della musica metal, di fatto nel periodo che va dal 2010 al 2020 mi sono dedicato a progetti nel campo della musica elettronica e neo folk.

Il capro nasce come espressione più profonda delle mie esperienze personali e della la mia visione della vita, questo è anche il motivo per cui questo progetto viene portato avanti unicamente da me.

Il tuo primo ed interessantissimo LP “Zothiriana” presenta tante influenze che provengono dal dark doom italiano, su tutte a mio modo di vedere quelle dei primi Death SS, ti ritrovi? Indicaci pure tutte le altre band da cui trai ispirazione.

I Death ss , soprattutto i primi, sono stati il mio primo e più grande amore quando ho iniziato ad ascoltare musica metal nel lontano 1989, possiedo una collezione davvero notevole di materiale (vinili, 7”, vhs, cofanetti e reliquie varie) loro che custodisco gelosamente, quindi il fatto di essere accostato a loro è ovviamente per me motivo di grande orgoglio. Per quanto riguarda le altre influenze su tutte in assoluto sono da citare quelle che riconducono ai Black Sabbath, Ozzy osbourne, Angel Witch, Pentagram, Candlemass , ma anche influenze più moderne (per modo di dire) come Katatonia, Tiamat e Cathedral.

Il nuovo singolo “Oscuro Amore” che anticipa il prossimo lavoro su lunga durata ha delle caratteristiche particolari, a mio parere, ovvero il cantato in italiano ed un suono più pulito (forse un po’ meno doom), cosa alla base di queste scelte?

Il cantato in italiano è stata una necessità data dal fatto di non riuscire in nessun modo nel primo periodo compositivo a creare liriche se non in lingua madre, però col passare del tempo ho integrato anche brani in inglese, reputo in particolare i brani in italiano molto più evocativi e profondi mentre quelli in inglese decisamente più “musicali” quindi il mix delle due lingue rende il tutto più completo. Per quanto riguarda la produzione più pulita è stata una conseguenza dell’essermi affidato ad un grande professionista nel campo della produzione musicale come Becky del Backup studio, la sua grande esperienza ha dato un taglio decisamente più  cristallino al sound ma, secondo me, senza perdere di calore e “oscurità “.

Raccontaci nei limiti del possibile qualcosa a riguardo del nuovo album, in particolare su tematiche/concept e sul sound proposto.

Questo secondo capitolo mantiene alcune caratteristiche del precedente lavoro rispetto alle tematiche trattate, in primis l’introspezione, il cammino iniziatico, la riflessione e naturalmente la mia personale visione della figura del “maligno”, ciò che cambia è il linguaggio con cui questi temi vengono trattati, direi decisamente meno ironico rispetto al passato e con un tocco di pesantezza “emotiva” in più… forse l’età mi sta rendendo meno “leggero” rispetto ad un tempo! Il titolo dell’album sarà “Demoniaco” che adduce al vero significato della parola, ovvero “spirituale” e alla distorsione comunicativa che nel tempo moderno sembra permeare ogni tema “profondo”.

Per quanto riguarda il sound, direi che c’è stata una notevole evoluzione, meno sintetizzatori e sonorità decisamente più crude e heavy, inoltre ultima ma non meno importante novità è il cambio del nome della band da “Il Capro “ a El Capro… questo semplicemente per un caso di omonimia con un’altra band.

Come nasce una traccia de “El Capro”?

Negli anni è cambiato molto il mio modo di scrivere canzoni, un tempo scrivevo la musica e dalle emozioni che mi suscitavano le melodie articolavo un testo… ora è molto diverso… mi capita di rimanere colpito da alcuni avvenimenti o semplicemente da delle immagini e ciò mi porta a riflettere molto su di essi… da lì nasce un testo, in seguito cerco di creare delle musiche che si sposino al meglio con la mia immagine mentale in modo che il brano prenda forma.

Una delle mie canzoni preferite e’ “Lucifer’s Smile”, quale la sua genesi ed il suo significato?

Lucifer’s smile tratta essenzialmente della mia interpretazione della figura Luciferina, simbolo di libertà morale e individuale, proiezione perfetta per l’individuo che si appresta al cammino spirituale, l’uomo nella sua “eccellenza “ morale e spirituale… libero da dogmi e viltà… in poche parole la via verso l’auto miglioramento.

Vedo che sia nelle copertina di Zothiriana che nei tuoi video come l’ultimo “Oscuro Amore” utilizzi colori come il Nero ed Il Viola, cosa alla base di questa scelta?

Il viola è il colore della spiritualità, suscita vibrazioni profonde e mi ha sempre dato un senso di calma e serenità, il nero è ciò che non possiamo vedere quindi la proiezione delle nostre “fantasie” o paure… direi che si sposano molto bene insieme!

Hai in previsione qualche data dal vivo a supporto del nuovo lavoro? Sarebbe molto interessante.

Nonostante io sia una one man band con il supporto di una ottima band torinese i Deathox che suonerà i brani di El Capro sarà possibile realizzare un paio di live che mi vedranno nella veste di cantante, dovremmo partecipare a un bellissimo festival dedicato al Doom e al Dark Sound in primavera… ma per ora non posso dire di più.

La tua vita è piena d’arte, esiste un legame tra la tua attività di tatuatore e la musica?

Esiste un legame profondo che lega tutte le mie attività da quelle umane a quelle artistiche… non vi è aspetto della mia vita che non sia permeato di spiritualità, di studio e di devozione, la “magia” è il filo conduttore che lega tutto.

Torino è una città magica e in questi anni molto florida dal punto di vista della musica che tutti noi seguiamo, come influisce la sua aurea nelle tua opere?

Torino non mi ha solo dato i natali, Torino mi ha cresciuto, mi ha formato umanamente e spiritualmente, l’aria che si respira è pregna di emozioni non sempre semplici da gestire… a volte la pesantezza della sua storia e della sua gente sembra schiacciare e lasciare senza respiro… ma poi la bellezza interviene a riportarci su e a guardare verso l’infinito consapevoli di essere un pezzo di questo magnifico luogo e della sua personalità oscura e maestosa.

Lascio a te ringraziandoti le ultime parole di questa intervista sperando di avere ulteriori notizie circa il nuovo ed atteso lavoro.

Grazie di cuore per aver considerato El Capro e avermi dato la possibilità di raccontare la mia esperienza ai vostri lettori, il supporto delle piccole realtà come la mia è alla base della salvezza delle “diversità “ e delle individualità in un’epoca fatta di conformismo e svuotamento culturale, che il demonio vi abbia in gloria!

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