Litanie del Buio

“Litanie del buio” è per me come una piccola chiesa sconsacrata, un luogo intimo e personale dove l’occulto e l’oscurità in musica si ritrovano, uno spazio dimenticato che non si promuove e che viene trovato solo da chi lo cerca. E’ un punto di incontro tra menti amiche, lontane e vicine ma accomunate da una passione viscerale e mai doma forgiata su suoni antichi, moderni ed eterni.

Le interviste alle entità sonore diventano degli incontri indimenticabili “Dannosi” mentre le recensioni di occulti lavori diventano le mie “Oscure Impressioni”, in queste non sarà dato mai voto perché la particolarità di ciascuna forma d’arte così come il suo autore l’ha concepita è per me ingiudicabile.

Mi piacerebbe che in questa pagina fossero racchiusi i bui pensieri dei, spero tanti, artisti che avrò la fortuna di incontrare su un luogo simile a quello che ho accumunato ad una piccola chiesa sconsacrata.

Phil Coursed

Pensieri dal Buio

Freddy Delirio (Delirio and the Phantoms)

Credo che scavare all’interno di noi stessi sia uno dei più grandi viaggi che possiamo fare, il nostro DNA è ricco di cose, abbiamo un bagaglio importante da cui attingere. Bisogna saperci ascoltare e scoprire molto del passato sia in questa vita che in quelle precedenti, in relazione sia alle possibili reincarnazioni che semplicemente alle vite dei nostri avi, di cui portiamo chimicamente tanti tratti che ci parlano chiaro.

Cristina Chimirri (Haunted)

Per Ultimo, il pensiero affidato alla Notte che svanisce nel mistero fitto della mente. Nel sogno,

Alexander Scardavian

Le mie ispirazioni arrivano dai miei demoni, dai vari spiriti che aleggiano sopra e sotto di me. Noi siamo fatti di energia positiva e negativa che ci circola intorno nonché al nostro interno e per me la stessa è fondamentale fonte di ispirazione.

The Dead Flowers Graves

È importante l’esperienza, lasciare aperte le emozioni, qualsiasi esse siano. I riscontri da parte di chi ci ascolta sono molteplici. Tutto è molto basilare nei nostri abiti neri , nelle nostre luci rosse e candele, ma la semplicità è la base per spaziare senza confini.  Qualcuno ci trova eterici, alcuni si fanno viaggi mentali nell’oltretomba, altri ci chiedono da cosa traiamo ispirazione perché sentono diversi sapori, quasi orientali e spirituali, che per un gruppo della scena doom risulta quasi assurdo, ma siccome è tutto profondamente radicato in noi, nelle gestualità e nella naturalezza di come viene espresso, crea un momento quasi personale in cui noi suoniamo per noi stessi in primis ma dal pubblico viene percepito come un invito a fermarsi e a rimanere tra noi cinque per venire quasi ipnotizzati.

Vittorio Sabelli

Il clarinetto è sempre stato il mio strumento principale, e sin da adolescente sognavo di poterlo portare in ambiti estremi. Dopo varie esperienze che partono dalla banda del paese per passare al gruppo folkloristico e poi in orchestra e nella musica jazz, un viaggio in Norvegia nel 2012 ha dato inizio a Dawn of a Dark Age. Ammetto che la mia idea era inizialmente solo di sperimentarne il colore, il particolare timbro del clarinetto all’interno di strutture feroci e ‘blastate’ che prendono spunto inequivocabilmente da una matrice Black Metal. Ma col tempo la macchina si è iniziata a oliare e soprattutto ho iniziato a conoscere musicisti più avvezzi del sottoscritto nel panorama estremo e così il discorso è diventato più intrigante e le idee si sono moltiplicate

Emiliano El Chivo

Esiste un legame profondo che lega tutte le mie attività da quelle umane a quelle artistiche… non vi è aspetto della mia vita che non sia permeato di spiritualità, di studio e di devozione, la “magia” è il filo conduttore che lega tutto.

Maurizio Cucchiarini (Run After To)

Penso che il tempo porta a dei cambiamenti a delle evoluzioni, che a ciclo si affievoliscono per poi ripetersi. Sono convinto che ci sarà un giorno un ritorno e un amore per quello che si faceva in quel periodo, non so se sarò ancora qua per poterlo vivere e raccontare.

John Goldfinch (L’Impero delle Ombre)

Non direi di aver raggiunto alte vette e soprattutto non mi importa, non era il focus di questo tipo di progetto, se ci penso il mio obbiettivo era di fare musica profonda, uno strumento che mi facesse esternare una sorta di spiritualita’ ed inquietudine dell’anima, quindi si direi che malgrado la nostra imperfezione abbiamo raggiunto il nostro scopo. Rimpianti od altro che avremmo potuto fare? Certamente avremmo potuto fare tanto altro e meglio, chissa’ magari in futuro, mai dire mai.

Daniele “Ozzy” Laurenti (Kryuhm)

La carica sul palco la riceviamo dal pubblico, certo noi ci mettiamo il nostro ma è sempre il pubblico che ti ripaga!! Personalmente cerco sempre di creare una sorta di “rapporto” con chi è sotto il palco, con i Kryuhm cerchiamo di trasmettere energia perchè è quello che ci riesce meglio.. la tecnica fine a se stessa non è certo il nostro traguardo finale, preferiamo far divertire i fan che fare assoli iper tecnici.. diciamo che in questo siamo molto vecchia scuola.

Bui Riferimenti

Phil Coursed – phil.coursed@litaniedelbuio.it

Richieste Info – info@litaniedelbuio.it