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Oscure Impressioni – Spiritus (Caronte)

“Caronte” viene definito nella divina commedia come traghettatore delle anime attraverso l’Acheronte, uno dei quattro fiumi infernali che scorre tra l’Antinferno nonché il Limbo e “Spiritus” il nuovissimo album dell’omonima band può essere visto come l’arco da attraversare per arrivare agli stessi inferi.

Successore del già stupendo “Wolves of Thelema” dell’ormai lontano 2019 in “Spiritus” viene accentuata la vena dark del combo che contribuisce in maniera eccelsa alla creazione di un sound oscuro, ipnotico ed allo stesso momento godibile in tutte le sue sfaccettature che ovviamente ricomprendono il doom e l’occult rock.

Le otto tracce per circa 39 minuti di dura scorrono lasciando tanto all’ascoltatore in termini di emozioni, studio non per niente scontato dei testi e tantissima devozione verso delle sonorità che vanno oltre le note.

“Scarlet Love” evoca attraverso i suo riff e le sue atmosfere oscure presenze di Crowleyana memoria, la voce di Dorian Bones bene guida in questo mare buio, il ritornello della più riflessiva “Aiwass Calling” e’ qualcosa da cui non ci si può più staccare dopo il primo ascolto come se si fosse sotto effetto di possessione mentre la successiva muscolosa nonché oppressiva “Sagittarius Supernovae” riporta su lidi più vicini al Doom, la bellezza è tanta!

“Antikristos” è caratterizzata dalla splendida performance vocale su un lavoro della band che è più che mai affascinante e sensuale, ancora un refrain emozionante e melodie maligne ci portano alle successiva “Beyond Daath” brano stellare figlio del miglior dark rock ascoltato in questi ultimi anni con delle chitarre ispirate, una parte centrale incentrata su un cantato quasi “parlato” molto evocativo seguita poi da un ritmo ossessivo ed ammaliante nella sua parte finale.

“Fire Walk With Me” è un invito al male, un concentrato di buio impenetrabile che sembra quasi contorno di una discesa agli inferi senza ritorno, brano da band che trascende la musica ed il cui testo va letto e riletto nelle note che lo accolgono, chitarre avvolgenti, melodie nere come la pece trasportano l’ascoltatore verso la conclusiva “Interstellar Snakes of Gold” primo singolo estratto da “Spiritus” di matrice più rock e capace di esaltare tutto quello scritto sopra in quattro minuti di pura magia… nera!

“Spiritus” è un autentica perla delle tenebre, i Caronte hanno scritto forse il loro più grande capolavoro, un album che merita il più alto valore in qualunque scala di valutazione, un perfetta sintesi di tutte quelle peculiarità che hanno reso il suono di questa entità meravigliosamente sinistro ed infernale, impossibile mancare l’appuntamento con tale oscurità!

Caronte

Henry Bones – Basso

Mike De Chirico – Batteria

Tony Nones – Chitarra

Dorian Bones – Voce

Asher – Chitarra

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