Dannosi Incontri – Anthony “Tears” Polidori (Tony Tears Band)
E’ innanzitutto un enorme piacere avere l’opportunità di condividere questa intervista con te Antonio che reputo come uno dei maggiori protagonisti del dark sound italiano, partiamo da una domanda che più che altro e’ una mia curiosità, all’interno della discografia e del percorso dei Tony Tears identifichi dei momenti che coincidono con cambiamenti o metamorfosi, se si quali?
Ciao Filippo, ringrazio innanzitutto te per lo spazio concessomi su litanie del buio ed a tutti i lettori della tua pagina per l’attenzione mostrata. Le metamorfosi all’interno dei Tony Tears avvengono periodicamente a seconda di quello che passo spiritualmente ed esotericamente, non creo mai composizioni fine a se stesse tanto per crearne una e basta, se non sono super ispirato su fattori che mi accadono esoterici e spirituali in generale vado avanti con gli studi sulla musica e la sua tecnica. Con i Tony Tears non esiste quindi un sistema meccanico della musica ma esiste proprio un percorso parallelo al percorso iniziatico esoterico e questi cambiamenti spesso possono dipendere da avvertimenti medianici, da sempre faccio molta medianità e gli avvertimenti che arrivano da essa sono spesso sui pericoli che passa l’umanità.
Quale è la filosofia e quali sono gli studi che stanno dietro la tua arte in musica e non?
Filosoficamente è fondamentale l’esoterico e lo spiritismo di un certo tipo che è in me, una cosa innata riguardo alla quale potrei raccontarti di tante cose a me accadute e che riguarda diverse tipologie di contatti non solo con i morti in quanto lo spiritismo è molto più largo e più complesso del discorso sulle anime dei defunti. Più in avanti ho iniziato a praticare la magia.
Nel mio percorso ho avuto modo di approfondire la stessa medianità e lo spiritismo con lo studio sui libri di Allan Kardec, Paola Giovetti che reputo una delle migliori esponenti di spiritismo moderno e poi con il Cerchio Firenze 77, ma potrei dirtene tanti altri.
Per quanto riguarda invece la magia il tutto inizia con la mia bisnonna abruzzese che aveva fama di essere “strega di campagna”, definizione che non deve essere considerata dispregiativa o di bassa lega. Ho avuto già a 12 anni i primi insegnamenti, chiamiamoli i primi ruderi della magia e delle pratiche magiche che quindi iniziavo già a esercitare da bambino a piccoli passi. Oggi sono a tutti gli effetti un iniziato e pratico seriamente questa materia che si ripercuote sulla musica anche perché è un compito per noi, una specie di accordo che abbiamo con certi spiriti ed entità. La musica è l’arte con cui io diffondo questi messaggi quindi le due cose sono indivisibili.
Relativamente alla musica entrando più nel dettaglio del suo studio vado dall’impostazione Jazz, a quella Classica e al Blues. Non ho un’impostazione rigida, per molti anni ho fatto scuola da un maestro professionista, bravissimo, e continuo ad andare ogni tanto ad aggiornarmi da lui. La tecnica è molto importante anche per il dark sound e per il doom che spesso vengono considerati generi per così dire più semplici, ma non lo sono credimi.
Esiste una creatura del “male” o del mondo “esoterico” a cui ti ispiri e con cui ti identifichi dal punto di vista artistico, se si quale e per quale motivo?
Questa domanda è particolarmente “piccante”, perché posso dire tanto ma non posso dire molto per dei motivi che ci sono dietro. Posso dirti questo, soprattutto negli ultimi anni ho una specie di “accordo”, argomento che si riallaccia al concept alla base del nuovo album “La Società degli Eterni”, con un’entità e altre due che sono più degli arcangeli guardiani. Non posso dire chi e non posso dire perché, in realtà in ogni mio lavoro c’è stata dietro un’entità che dire del mondo malvagio è riduttivo perché io sono del parere che alcune di queste sono sia bianche che nere, dipende da noi come le usiamo e cosa vogliamo fare, questo è fondamentale perché troppo spesso ci sono persone a cui piace identificarsi nel male quando invece le stesse sono neutre o ambivalenti.
Penso inoltre che nessun esoterista o anche satanista di quelli seri e non beceri si darebbe la zappa sui piedi facendo del male a se stesso o agli altri perché queste cose si pagano a caro prezzo. Se si va a vedere nella storia tanti pittori o poeti si sono interessati al mondo del paranormale o esoterico come ad esempio Dalì che anche se credo non lo abbia mai confermato pubblicamente aveva a volte dei chiari riferimenti alla magia ed allo spiritismo. Mi viene in mente anche il periodo dei poeti maledetti come ad esempio Baudelaire che incentrava molto le sue opere sulla vita dopo la morte e anche su un certo senso magico, i primi due a cui ho pensato sono questi ma ce ne potrebbero essere tanti altri.
Quello che più mi emoziona all’interno del sound della band sono le atmosfere ed il senso di buio profondo che si percepisce dalle tue composizioni, esiste un elemento che le incanala all’interno della tua creatività?
Le atmosfere di cui parli Filippo sono l’elemento di cui stiamo parlando sinora, mi vengono quindi in mente delle melodie e delle atmosfere che proprio perché fatte in situazioni di intimità e fatte con uno stile vero e che pratico da tanti anni, si caratterizzano come tetre, buie e profonde, non tanto perché sono appunto tetre o lugubri ma perché incanalano come da tua domanda quello stato che sento realmente. Che tutto ciò si percepisca mi fa piacere perché come già scritto in altre interviste si sente che oltre la musica c’è altro, d’altronde i Tony Tears ed il Tony Tears solista non giocano con queste cose facendo in modo che dall’atmosfera presente nei propri lavori si senta nitidamente dell’altro.
Oggi ci sono tante band che suonano occult rock o dark music in generale come se ci fosse una nuova esplosione dopo quella dei leggendari anni 70 ed 80 e molte di queste prendono spunto proprio dalle tue opere. Credo che tu senta questo “peso” e “onore” ma la mia domanda è se secondo te lo si fa con lo spirito e il coinvolgimento di una volta che personalmente è quello che più mi attira?
Intanto è per me un onore che tante band più “moderne” si rifacciano ai Tony Tears, c’è da dire che la band nasce nell’88 e che anche il periodo degli anni novanta che alcuni definiscono di “vuoto” così non si possa definire, in quanto proprio in quegli anni, tornando un po’ al fare degli esordi, abbiamo prodotto alcune demo e ci siamo esibiti in alcuni concerti tra Genova ed il nord Italia anche se poco pubblicizzati. La poca pubblicità di quest’ultimi credo derivasse dal fatto che si proponevano pezzi all’epoca poco conosciuti oltre che dall’assenza dei mezzi che ci sono adesso per far sapere al pubblico di precisi eventi, basta vedere poi le ristampe dei lavori di quegli anni per capire cosa si è fatto, se non ricordo male siamo come Tony Tears arrivati a 12 album e ciò porta la stessa band ad essere considerata una band storica. Tuttavia ritengo che il periodo migliore in termini di riconoscimenti è quello che va dal duemila in poi. In definitiva, l’oggetto della domanda per me non è assolutamente un peso ma un onore anche perché è sempre importante che gli attestati di stima arrivino dagli altri.
Riguardo al rapporto sincero tra musica e spiritualità delle band attuali ti dico che veramente non si può sempre dire, è ovvio che al primo impatto quando io ascolto certe band vedo prima il lato musicale anche se per predisposizione riesco a sentire alcune cose particolari come per te lo sono quelle sincere atmosfere che emergono dalla mia musica. Secondo me è difficile sentire chi è sincero e chi no, a mio parere oggi c’è una grande passione da parte di molte band verso queste tematiche però non sento in tantissime di queste la sincerità, vedo e percepisco che è una cosa di facciata da tanti particolari come ad esempio l’utilizzo di simboli scontati o cose troppo già viste e questa è un peculiarità tipica di chi dice “tanto è importante la musica poi del resto chissenefrega”. Quello che è convincente è invece il cercare qualcosa di personale anche se questo oggi non lo vedo, ti posso dire peraltro che anche negli anni d’oro passati c’è chi non ha capito nulla a livello esoterico.
Potessi scegliere una canzone, una band, un riff, delle note che hanno scatenato il “tutto” in te, cosa identificheresti come imprescindibile?
Questa è una domanda molto, troppo difficile. Ci tengo a precisare che per me ci sono veramente troppe band, canzoni o riff imprescindibili, se devo essere sincero forse la canzone che ha scatenato tutto è “Sabbath Bloody Sabbath” dei Black Sabbath perché ha quell’aggressività hard rock che sfiora l’heavy metal e la disperazione vocale sincera di Ozzy che per me lì si era superato, siamo a dei livelli paurosi, ci sono i riff come mi piacciono e gli assoli eleganti e pazzoidi di Iommi. Posso dirti che ascolto tantissima musica e tanti generi diversi, non solo dark sound e doom, mi piace ad esempio “Black Diamond” dei Kiss che è un’altra canzone che mi è entrata nel sangue, “Seven Doors Hotel” degli Europe che era dedicata a Lucio Fulci (gli Europe non sono solo la band cotonata che tanti pensano ma sono anche una band che ha fatto un hard rock a tratti anche oscuro oltre che molto malinconico), “Black Celebration” dei Depeche Mode. Ripeto se ne devo dire una dico “Sabbath Bloody Sabbath” ma ce ne sarebbero tantissime altre, ascoltando tantissimo non ho un genere o impostazione fissa per mia natura.
Passiamo al nuovissimo lavoro dei Tony Tears “La Società degli Eterni”, quale il concept o gli argomenti se diversi su cui si baserà l’opera?
“La società degli Eterni” si baserà su quello di cui abbiamo parlato nelle prime domande, in particolare volevamo riportare in musica due cose che ci sono successe. La prima è che a distanza di anni ho capito ed ho avuto le prove che certe entità oltre ad esistere veramente rispondono e si fanno capire se le pratiche vengono fatte bene, ho voluto riportare in musica questa sensazione. Il secondo motivo e forse quello più importante è riconducibile ad una recentissima esperienza con un mago veterano e molto bravo. Abbiamo avuto una specie di sintonia esoterica, abbiamo capito che non ci siamo incontrati a caso e che i miei viaggi e trascorsi da lui non erano casuali, è nato quindi in maniera spontanea fare un lavoro incentrato sul patto magico. Ho voluto dare un senso più positivo al concetto di patto, non così terrificante o blasfemo come spesso viene identificato. “La Società degli Eterni” è l’ennesimo lavoro che dimostra come i Tony Tears fanno le cose seriamente in questi campi e ne sanno parlare.
Quale il suo processo di scrittura ed in particolare le sensazioni o idee che lo hanno influenzato?
Come per tutte le altre composizioni dei Tony Tears ho fatto un riassunto mentale e medianico con vere e proprie pratiche di meditazione su tutti i trascorsi che abbiamo avuto da questo mago, la mia mano come avviene per la scrittura automatica per la medianità, creava riff adatti a tutte queste esperienze, il connubio tra quest’ultime e la musica sarà quindi per l’ennesima volta molto molto forte e chi è sensibile lo percepirà.
Cosa alla base della scelta del titolo “La società degli Eterni”?
La scelta del titolo “La Società degli Eterni” non deve far pensare come purtroppo può capitare ad un atto presuntuoso e si basa su due concetti fondamentali e paralleli per i Tony Tears ovvero lo spiritismo di un certo tipo o la medianità e le pratiche magiche.
Una delle idee su cui è basato il concetto de “La Società degli Eterni” è l’importanza di capire che chiedere in magia non è sbagliato, la richiesta determina il patto come qualsiasi opera magica dove si può chiedere appunto qualcosa che non deve essere definita a priori assolutamente come malvagia, si possono chiedere anche cose di questo tipo ma non è sempre così e non è per forza così.
La Società degli Eterni è quella società di cui tutti gli iniziati fanno parte. Quando un iniziato sa di essere tale e opera nella vita si lega come attraverso un cordone ombelicale alla società e non se ne potrà più staccare.
Sono sicuro che l’anima esista, bisogna puntare ad una sua evoluzione karmica ovvero quello a cui tutti gli iniziati ambiscono, anche i maghi più potenti. Spesso erroneamente si crede che per arrivare a ciò bisogna fare una vita di patimenti, sacrifici in modo che l’anima non sia peccatrice ma questa è una falsa credenza sostenuta dalle religioni, specialmente dalla chiesa ma non solo da lei, invece l’ evoluzione Karmica dell’anima deve trovare un punto di svolta vivendo ora! In questa vita, vivendola appieno.
Questi due concetti devono andare di pari passo, la Società degli Eterni è la società di chi ha capito questo, noi invitiamo tutti ad entrare in questo tipo di ragionamento e lo si può fare anche ascoltando e capendo questo album. Il titolo quindi deve essere interpretato in questo modo risultando tutt’altro che presuntuoso.
Come nasce la splendida copertina che cattura come poche l’attenzione di chi la vede?
La copertina è una cosa che ci ha fatto tribolare non poco, nei precedenti lavori la scelta veniva presa dopo poco tempo e spesso già in maniera entusiastica. In questo caso data la particolarità dell’album, non che gli altri non lo siano ma questo dati gli argomenti trattati lo è in misura maggiore, abbiamo veramente faticato.
Avevamo circa sei, sette o dieci possibili scelte ma nessuna mi convinceva appieno, allora mi sono detto, “perché no?” Mio Padre è un bravissimo pittore oltre che musicista, anche se per problemi legati all’età si è dato di più alla pittura, ho dato a lui delle indicazioni e devo dire che ha tirato fuori un lavoro che ci ha lasciato di stucco e rappresenta tutto quello che volevamo alla perfezione. Involontariamente ha disegnato anche un demone o spirito in stile giapponese che non conosceva, questo è già un segno molto particolare.
Cosa dobbiamo aspettarci a livello musicale di simile o diverso rispetto agli ultimi lavori dei Tony Tears?
Riguardo i Tony Tears come band è stata da sempre nostra caratteristica quella di “dividere” i lavori in parti più tirate o heavy con altre più di atmosfera in stile colonne sonore ed heavy metal, il tutto all’ interno di uno stesso album. Mentre per la componente solista diventa predominante un po’ di più l’ aspetto elettronico con richiami al rock anthemico e pieno di riff heavy.
Per la band che è la cosa che ci sta più a cuore abbiamo sempre deciso di fare brani da palco, quindi heavy metal, mischiati a quelli un po’ più stile Goblin o Antonius Rex.
Per quanto riguarda il nuovo album “La Società degli Eterni” posso dire che è un disco più heavy e penso che per il futuro andremo avanti su questa linea. Le atmosfere più da colonna sonora horror che sono state sempre una caratteristica dei Tony Tears ci saranno ma addentrate negli stessi brani Heavy cercando di rendere il tutto più univoco, compatto e vicino al dark metal.
Come nasce una traccia dei Tony Tears, ci sono dei particolari rituali che seguì oppure tutto nasce dall’ispirazione e dagli studi del momento?
Come dicevo sopra, le tracce dei singoli brani nascono da ispirazioni spirituali di un certo tipo legate alle pratiche del momento e poi diventano musica. Ho in un certo senso un dono che mi permette di trasformare in melodie le sensazioni che provo durante le mie pratiche, ho poi la fortuna di ricordarle abbastanza bene.
Ogni brano così creato permette poi di rendere l’intero album particolare e veramente sentito.
Mi piacerebbe poter assistere dal vivo a vostre nuove performance, potrebbe esserci la possibilità di goderne nel prossimo futuro?
I concerti dei Tony Tears anche per una nostra scelta sono pochi ma buoni, questo perché nessuno di noi è ormai più giovanissimo e facciamo tutti altri lavori oltre alla musica, è quindi una scelta quasi politica la nostra in quanto abbiamo notato che si rende e ci si diverte di più sul palco e l’esperienza per chi assiste è sicuramente migliore. C’è’ da dire che è anche questa una scelta esoterica in quanto cerchiamo di creare, anche a differenza di altri gruppi, un po’ più di fascino e mistero reale e non costruito. Cercheremo sicuramente di fare contenti i nostri fans e di suonare ovunque nel caso in cui ci arrivino delle proposte adeguate. So peraltro che è un po’ antipatico ma la scelta di fare pochi concerti dipende anche dal fatto che preferiamo che siano i fans a cercarci ed a volerci vedere, anche a livello geografico cercheremo in Italia e poi anche all’estero dei posti al nord, al centro ed al sud che permettano a tutti di raggiungerci non dovendo fare troppi km. Mi rendo conto che le date fatte siano poche rispetto alla storia ed al nome che hanno i Tony Tears e come detto cercheremo di fare di più anche se da sempre penso che sia più importante avere un nome ed una discografia corposa, per i concerti si fa sempre in tempo a farli mentre il curriculum discografico è sicuramente più pesante.
Lascio a te le ultime parole di questa chiacchierata ringraziandoti per quello che ci regali attraverso ogni singola tua nota.
Ringrazio te Filippo e tutti i lettori di Litanie del buio, spero di vedere sempre più gente possibile ai concerti, auguro a tutti una buona lettura dell’intervista e sempre Dark Metal & Doom ON!!!
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.