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Dannosi Incontri – Francesco Bauso & Dario Casabona (Demon Spell)

E’ per me innanzitutto un piacere avere l’opportunità di conoscere meglio il progetto Demon Spell, raccontaci come tutto è iniziato e cosa alla base di tale entità oscura?

Francesco: Ciao Phil, tutto è cominciato poco più di un anno fa, a dire il vero io e Dario suonavamo già da un pezzo in un’altra band che non ha mai visto la luce, dalle sonorità più vicine allo Speed Metal, Thrash Metal dei primi anni 80, ma dopo varie difficoltà abbiamo deciso di abbandonare il progetto per dedicarci a qualcosa di più ammaliante e ritrovare quel sound magico dei dischi classici che ci hanno sempre stregato, con il cuore rivolto al passato ovviamente.

La formazione è composta da elementi di tutto rispetto, raccontateci le vostre esperienze?

Dario: Fano e Riccardo vengono di certo da un background più “metal classico”, anche se successivamente si sono trovati in contesti musicali più spinti e variegati. Io e Francesco abbiamo condiviso già parecchie esperienze musicali insieme, avendo suonato entrambi negli Haunted (dei quali lui è stato co-fondatore) e poi negli Schizo, di cui sono stato batterista per quasi 30 anni. Durante questo periodo insieme abbiamo spesso parlato di far nascere una nuova creatura che avesse determinate caratteristiche e, avendo trovato Fano e il suo talento vocale, siamo riusciti finalmente a dar luce (o buio, a seconda dei punti di vista) ai DEMON SPELL.

Quali sono le vostre maggiori influenze come Band?

Francesco: Siamo stati pesantemente segnati da tutto ciò che si è sviluppato dagli anni ‘70 alla fine degli 80 in termini di Rock e Heavy Metal, con un occhio di riguardo per le band che hanno avuto un forte impatto visivo sul pubblico e una particolare attitudine come nello Shock Rock. Io personalmente ho una devozione per i WASP del primo periodo e il loro approccio ‘’selvaggio’’. “Show No Mercy” è un altro disco che ha segnato per sempre il mio modo di suonare e ricreare atmosfere magiche con i Riff di chitarra. Poi c’è tutta quella fetta della NWOBHM più oscura e meno conosciuta che da diversi anni a questa parte è resuscitata, band come primi Stormwitch, Witch Cross o Satan sono fonte d’ispirazione continua, spesso anche per l’immaginario che rievocano. Molti quando ascoltano i Demon Spell tirano fuori il nome Mercyful Fate o un certo King Diamond ma noi non ne abbiamo mai sentito parlare, hehe.

Personalmente vedo qualcosa anche dei primi Death SS, cosa vi ha influenzato della band maledetta sia a livello di tematiche che di sound?

Dario: credo poco o nulla, quantomeno a livello conscio, perché le nostre influenze vanno cercate da altre parti.  Di certo nutriamo stima e personalmente apprezzo la prima fase della band in questione, soprattutto per l’approccio orrorifico suggestionato da un certo cinema gotico del passato e per le sonorità scarne ma efficaci della primissima produzione, che di certo condividiamo nel nostro modo di suonare.

E’ da poco fuori il vostro primo EP “Evil Nights” quale il significato dei testi o del concept alla base?

Dario: Per comprendere il concept che sta dietro ai brani di “Evil Nights” (ma credo io possa estenderlo anche alle future creazioni), occorre semplicemente  mettere a fuoco il nome della band. Fuor di metafora, stare sotto l’incantamento di un demone è esattamente la condizione di assoggettamento a qualcosa di nefasto e a cui tutti sottostiamo, nessuno escluso. I demoni comunque possono sì essere simboli, ma non necessariamente. Nei nostri testi essi sono vivi e reali e non ti faranno fare una bella fine.

Come definireste il genere da voi proposto?

Dario: Se vediamo un proliferare di band “dream metal”, noi ci poniamo all’esatto opposto: direi che siamo nel “nightmare”.  Scherzi a parte, lo definirei semplicemente “Heavy Metal a tinte nere e cupe”.

Come nasce un pezzo dei “Demon Spell”?

Francesco: Il processo di songwriting è variegato, di solito registro a casa alcuni Riff, a volte mi capita di averli già in testa prima ancora di prendere in mano la chitarra, altre volte molte idee nascono direttamente in sala prove, totalmente di getto senza programmare nulla ma è necessario partire dai Riff di chitarra. Successivamente arrangiamo tutto in sala e i brani cominciano a prendere una forma con le metriche di voce. Fano va completamente a intuito e adotta un metodo in pieno stile Paul Chain per realizzare le metriche. Dario scrive i testi, nel nostro caso è la parte più difficile perché deve fare sempre i conti con le metriche vocali di Fano. Rick fa il suo lavoro col basso, il suo stile è ottimo per noi, permette di colmare dei vuoti e delle limitazioni dettate dal fatto che nella band è presente solo un chitarrista. Tutto un po’ complicato ma l’importante e riuscire a creare dei brani coinvolgenti.

Ho ascoltato con molta attenzione il vostro primo lavoro e sono rimasto letteralmente incantato da “Dark Deceiver (Woman of the Black Oath)”, potreste rivelarci di più a riguardo?

Francesco: In effetti ‘’Dark Deceiver’’ è forse il brano a cui sono più legato. Come dicevo prima è uno di quei casi in cui hai già quasi tutto nella tua testa, basta sedersi, prendere la chitarra e mettere su un riff dopo l’altro. A volte basta uno spunto che cogli da qualche parte nella tua mente, un guizzo.

Dario: Quello è un brano che ha funzionato direi immediatamente, alla prima prova. Il tema è quello stregonesco, di certo stra-abusato nella storia del nostro genere musicale, ma poco importa. Mi piaceva legare ossimoricamente questo concetto al suo incedere quasi hard-rock e lontano dalla pesantezza e dalla crudeltà del tema raccontato. 

Il sound proposto non è esattamente mediterraneo ma credo che qualcosa la vostra e mia terra sicula abbia dato, se si cosa e come?

Francesco: In termini di sound decisamente no, ma quando vivi in una realtà che non ti rappresenta per niente, l’unico modo è fuggire, cercare di creare una dimensione alternativa che per me è la musica. Se devo cercare quel ‘’qualcosa’’ che questa terra ci ha dato è proprio questo, la spinta per crearsi un luogo sicuro contro tutte le difficoltà. E non è da poco.

Dario: condivido pienamente con quanto detto sopra. Forse, però, in termini di suggestione per la scrittura dei testi, questa terra in sé tanto arcana potrebbe agire nelle profondità e stimolare le più nere fantasie.

“Evil Nights” potrebbe essere l’antipasto di un futuro e prossimo full length?

Francesco: Assolutamente, Evil Nights è un piccolo assaggio di quello che la band avrà da offrire in futuro, avevamo abbastanza materiale per cominciare con un Full-Lenght ma abbiamo volutamente deciso di incorniciare questi primi 4 brani in un Mini-Album nonostante alcune proposte di estenderlo a un Full Album.

Avete in programma qualche data dal vivo per promuovere il vostro EP?

Francesco: Suoneremo il 28 Settembre all’ “In the Best Tradition Festival” in Abruzzo, l’occasione perfetta per il nostro primissimo concerto in un contesto ottimo per la nostra musica. Dopo ci dedicheremo interamente al primo Full-Lenght.

Ringraziandovi non poco lascio a voi le ultime parole verso i lettori di Litanie del Buio.

Grazie a te per lo spazio che ci hai concesso. È stato un piacere!

Demon Spell

Francesco Bauso: Chitarra

Dario Casabona: Batteria

Federico Fano: Voce

Riccardo Liberti: Basso

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https://dyingvictimsproductions.bandcamp.com/album/evil-nights

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