Dannosi Incontri – Maurizio Cucchiarini (Run After To)
Ciao Maurizio, è un onore per me scambiare due parole riguardo una band che mi ha sempre intrigato nel corso degli anni, ovvero i “Run After To”. Mi piacerebbe che raccontassi l’origine del suo sound e come la stessa si è formata nel lontano 1983.
Ciao Filippo, è un piacere per me scambiare e condividere aneddoti e curiosità dei Run After To, visto che stiamo parlando del lontano 1983 e che oggi siamo nel 2024. Ne è passato di tempo ma tuttora ricevo con immenso piacere complimenti e ringraziamenti per quello che abbiamo fatto quarant’anni fa, quando la voglia di dire qualcosa con la musica era linfa vitale per la quotidianità.
In quegli anni eravamo in un grande fermento musicale, soprattutto qui a Pesaro c’erano tanti gruppi, tante band che scrivevano musica e noi dei quindicenni guidati dall’amore musicale per i Black Sabbath, Black Widow, Pink Floyd, Led Zeppelin, Deep Purple ma soprattutto per OZZY e i suoi Black Sabbath. Poi non dimentichiamo che in quegli anni una figura che non poteva essere che la più influente nel pesarese era Paul Chain e i suoi Death SS. Queste secondo me sono state le influenze musicali principali dei primi Run After To.
Quali sono state le vostre principali influenze e cosa ricordi della scena rock di Pesaro dell’epoca?
Le principali influenze dei primi Run After To ( Cucchiarini, GB Santoli e Di Andrea) sicuramente i Black Sabbath che ascoltavo costantemente e i lavori di Paul Chain. A Pesaro in quel periodo il fermento musicale era attivissimo e le band si ritrovavano nei concerti, nelle sale prove, a passare giornate nello scambiarsi opinioni e idee, veramente un periodo bellissimo musicalmente.
Poi la seconda formazione ( Cucchiarini, Pucci e Marra) ha iniziato ad essere influenzata da band come RUSH, Genesis, Marillion, DIO, Peter Gabriel, ascoltavamo rock americano, impazzivamo per i Jethro Tull, ascoltavamo KISS, TOTO, insomma con l’inserimento di PUCCI e MARRA gli orizzonti si sono allargati e pure gli ascolti, e ad oggi posso assicurare che la cultura musicale di questi non più ragazzi è molto vasta e sempre attenta.
Cosa ha da sempre ispirato i vostri testi?
Nella prima fase dei RAT abbiamo usato la fonetica, un po’ seguendo l’idea di Paul Chain, mentre nella seconda formazione l’innesto di PUCCI ha portato un musicista che scriveva anche tantissimo aprendo la strada ai testi in inglese.
Il vostro primo demo è del 1985 “Gjinn and Djinn” che include tra le altre splendide composizioni “Occultism” poi ripresa da Paul Chain nel suo album “Detaching from Satan” qualche tempo dopo. Quale l’origine di questa oscura composizione?
L’origine di OCCULTISM del nostro primo demo è legata soprattutto al mio rapporto con l’eterno conflitto tra il bene e il male, a tutto ciò che riguardava l’oscuro, l’occulto il mistero e poi in quel periodo tutto veniva molto di getto e molto d’istinto.
Lo stesso demo era in lingua fonetica, cosa dietro a questa scelta?
Come ti dicevo in precedenza l’uso della fonetica è stata per noi una scelta legata molto all’influenza di Paul Chain e al fatto che nella prima formazione scrivevamo molto poco e ci dedicavamo molto alla musica.
Negli anni successivi si è sviluppata un’assidua collaborazione con Paul Chain, quali i momenti più importanti e che ricordate con più piacere?
Fu inevitabile in quel periodo l’incontro con Paul Chain con cui condividevamo le stesse passioni per la musica e il genere musicale. Paolo era una figura molto forte e carismatica qui a Pesaro e aveva dato vita a tante idee portando poi a compimento collaborazioni musicali.
Personalmente trovo intenso e oscuro il mini LP omonimo del 1988 contenente solo 3 pezzi ma di una classe incredibile. Quale il processo che ha portato alla sua composizione ed in particolare di “My Name is Man”?
Il processo che ha portato alla composizione dei brani del mini-LP del 1988 è stato come ti dicevo prima il cambio dei componenti della formazione, con l’arrivo di PUCCI e MARRA sono cambiate molte cose sia a livello musicale che a composizione e costruzione dei brani. Sicuramente si stava intraprendendo una via musicale nuova, con idee e stimoli differenti che poi hanno avuto il suo completamento con la seconda registrazione mai pubblicata.
Da quello che so, negli anni immediatamente successivi al 1988 la band ha continuato a produrre materiale per un nuovo LP che non ha mai avuto luce sino ad ora, abbiamo infatti avuto una piccola anticipazione nella collana “Italian Metal Heroes 1980 – 1990” ma quando sarà possibile ascoltare il lavoro per intero?
La seconda registrazione che ha dato vita ad un LP è stata per più di trent’anni nel cassetto e poi grazie a come dici tu alla collana “Italian Metal Heroes 1980-1990” e alla passione di Gianluca SINICCO, ha preso vita e sarà possibile a breve ascoltare tutti i brani registrati. È doveroso un ringraziamento immenso a Gianluca e il suo lavoro, se andate a vedere la collana che sta producendo, vi renderete conto di quanta bella musica e quante band erano attive in quel periodo.
Due delle tracce composte sempre nel periodo sopra citato “Jennifer” e “Dreams die at dawn” dovevano far parte di un EP con Paul Chain, come mai non si è arrivati alla sua pubblicazione?
Sicuramente in quel periodo le sonorità dei Run After To avevano preso una strada, una via con un cambiamento che non era più sicuramente in linea con il primo EP dove con Paul Chain ci trovavamo d’accordo e in linea. Da qui sicuramente sia la partecipazione che la pubblicazione dell’intero LP fu compromessa e non trovammo ne gli stimoli ne la direzione giusta per pubblicare i lavori.
Dopo lo scioglimento dei “Run After To” hai partecipato a diversi progetti musicali, vuoi menzionarne qualcuno a cui sei particolarmente legato e descriverne le sue caratteristiche?
I miei progetti a cui sono più legato dopo lo scioglimento dei Run After To sono sicuramente due band: I VICINICINICI band dalle sonorità Rock con testi in italiano (Chitarra e voce) e i BACKDOOR HONEY Rock Band con testi in inglese (chitarra). Poi ho militato in diverse cover band e tuttora suono la chitarra in una cover band di Pesaro.
Mi sono giunte voci su un tuo nuovo progetto in cui milita anche Fabio Marra già presente nella formazione dei “Run After To”, raccontaci un po’. Sarebbe una grande notizia.
Le novità non finiscono qui però, e ad alimentare la curiosità ci sarà un nuovo lavoro di inediti con i 2/3 dei Run After To che in periodo covid sono riusciti a ritrovarsi per questo nuovo progetto.
Nel pieno periodo del lockdown ho aperto quel cassetto dove riponiamo i sogni e i progetti e dopo aver inviato un paio di tracce al mio amico batterista Fabio MARRA (ormai inserito e residente a Milano da più di venticinque anni), gli ho chiesto se gli sarebbe piaciuto partecipare ad un mio progetto musicale.
Ritengo che Fabio MARRA sia uno di quei musicisti (batterista) a cui chiederesti sempre un coinvolgimento nei tuoi progetti, primo perché è un carissimo amico, bravissimo batterista, con una conoscenza e un gusto musicale pazzesco. Da qui siamo partiti per registrare nove tracce che comporranno un Concept album… Tutto registrato a distanza e poi finito di lavorare nello studio (RD AUDIO) di Dany RUSSO, musicista attivo, amico e produttore artistico del progetto.
In questo lavoro ho composto tutti i brani, scritto i testi, suonato chitarre elettriche, acustiche, basso, tastiere e cantato tutti i brani. FABIO MARRA ha suonato le batterie e le percussioni. Ci sono delle collaborazioni in alcuni brani di Steve MARS al Basso e Marco Terenzi alle chitarre acustiche, musicisti di Pesaro con cui sto suonando.
La band si chiama Far Vibes e il lavoro si intitola TIME’S UP. Usciremo in questo autunno 2024 nel catalogo di ANDROMEDA RELIX grazie a Gianni della Cioppa che conosce molto bene anche tutta la scena musicale pesarese degli anni 80/90.
Stiamo anche preparando la band per dei possibili live dopo l’uscita del progetto.
Lo ritengo un bel lavoro e quando ascolto i brani ho un piccolo brivido che mi scorre lungo la schiena.
Domanda un po’ più generale, come scritto prima sono affascinato dalla scena rock e occult degli anni in cui nascevate musicalmente e ritengo che nel corso del tempo si sia persa quella magia, ti trovo d’accordo? Secondo te quali possono essere i motivi principali?
Penso che il tempo porta a dei cambiamenti a delle evoluzioni, che a ciclo si affievoliscono per poi ripetersi. Sono convinto che ci sarà un giorno un ritorno e un amore per quello che si faceva in quel periodo, non so se sarò ancora qua per poterlo vivere e raccontare.
Lascio a te Maurizio le ultime parole e soprattutto la possibilità di invitare a seguire i tuoi prossimi progetti.
Ora sono molto concentrato e contento di vedere la luce per il secondo lavoro dei Run After To e poi per l’uscita di Time’s Up con il progetto Far Vibes.
Seguite sia Gianluca Sinicco che Gianni della Cioppa e le loro produzioni e quando ci sarà l’uscita dei lavori nelle mie pagine social darò notizia di tutto.
È stato un piacere Filippo a presto, anzi prestissimo.
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