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Occult & Dark Music Blog

Dannosi Incontri – John Goldfinch (L’Impero delle Ombre)

Ciao John, e’ un immenso onore e piacere avere la possibilità di poter condividere questa intervista, parto dal chiederti cosa è il Cemetery Rock per te e come l’Impero delle Ombre ha contribuito alla sua crescita in questi anni.

Salve Phil e lettori tutti, il piacere è mio ovviamenete! Il “Cemetery Rock” cos’è, dunque è nient’altro che una definizione di genere musicale e spirituale che diedi tanti anni fa quando cominciai ad ascoltare e scoprire il Dark Sound soprattutto italiano con a capo i primi, genuini, incoscienti, veri, oscuri, paurosi Death SS e Paul Chain! Gli ascolti si estesero poi ad altre formazioni di quel periodo anche di diversa estrazione, con cimiteri in copertina e nelle foto interne (Cemetery appunto!), gente tipo Black Hole, Jacula/Antonius Rex, Rex Inferi e compagnia bella. 

Questo influenzo’ la mia fame di “Arte”, in primis la musica, che ho sempre accompagnato da adolescente a letture magico esoteriche, spiritualita’, cultura weird, cinema horror, gusto per il macabro; tutto è confluito nella creazione de L’Impero delle Ombre… ma in modo molto free, ingenuo direi data la giovane eta’.

Inutile nascondere che sono rimasto colpito dalla decisione di sospendere le attività della band dopo la pubblicazione del vostro quarto album intitolato proprio “Cemetery Rock”, se puoi comunicarcelo, cosa alla base di questa scelta?

Partiamo col dire che per un motivo “logistico” che non sto a dirti, perché coinvolge un’altra persona, il prossimo imminente quarto disco dell’Impero non si chiamera’ piu’ “Cemetery Rock” come preannunciato, ma probabilmente con il piu’ sobrio “Oscurita’” niente di traumatico s’intende.

Perche’ fermarsi col progetto? Perchè di questo si tratta, di una sorta di mio progetto personale e non di una band vera e propria e questo mi spiace onestamente, con il “vice” mio fratello Andrea ci fermiamo quindi per tanti motivi sia logistici che motivazionali! E’ difficilissimo tenere duro con una proposta musicale come la nostra, se uno poi ha qualche anno in piu’ sul groppone e tonnellate di responsabilta’ tra famiglia e lavoro ti lascio immaginare… in pratica sono stanco, cazzo siamo in Italia un paese di merda per il Metal ed affini, non ci sono le etichette, le infrastrutture e i locali, i produttori, i tecnici, i manager, i finanziatori… i soldi in pratica e neanche tutto questo interesse di massa sembra! Poi oddio siamo sempre quelli del Cemetery Rock o Doom o Dark Sound, chiamalo come vuoi, ed andiamo avanti con la spinta del nostro entusiasmo e possibilita’, per passione, anche se la situazione paventata dai post sui social di eventi sensazionalistici, conti alla rovescia, autocelebrazioni pompose sembrerebbero dire altro. Le band medio piccole che scimmiottando grossolanamente i “gruppi veri” buttano piu’ fumo negli occhi e photosession che altro, cazzo non dico di non crederci, ci mancherebbe altro, ma io sono della vecchia scuola: poche pippe e fammi ascoltare quello che hai fatto in studio e dal vivo e poi ti dico se merita, se mi piace!

Tutto ciò fermo restando che ci sono dei gruppi davvero validi in italia nell’underground come: Kryuhm, Messa, Ossuary, Leta, Crimson Dawn e tanti altri. Insomma per tutta questa serie di motivi ho detto STOP al progetto Impero ed a questa “scena” per lo meno al momento, piu’ avanti vedremo se tornerà l’ispirazione…

Se questa sarà la chiusura di un cerchio che come protagonista ha l’entità “Impero delle Ombre” possiamo dire che tutti gli obiettivi che ti eri prefissato molti anni fa siano stati raggiunti o c’è qualcosa che rimpiangi?

Beh non so… non direi di aver raggiunto alte vette e soprattutto non mi importa, non era il focus di questo tipo di progetto, se ci penso il mio obbiettivo era di fare musica profonda, uno strumento che mi facesse esternare una sorta di spiritualita’ ed inquietudine dell’anima, quindi si direi che malgrado la nostra imperfezione abbiamo raggiunto il nostro scopo. Rimpianti od altro che avremmo potuto fare? Certamente avremmo potuto fare tanto altro e meglio, chissa’ magari in futuro, mai dire mai.

Inoltre fammi ringraziare di vero cuore tutti quei pazzi amici musicisti che nel corso di quasi 30 anni ci hanno seguito live ed in studio e specie l’ultima formazione con cui abbiamo realizzato gli ultimi due lavori ossia Micky Ercolano alla batteria, Vinz Ceriotti al basso, Rob Ursino alla chitarra e Dave Cristofoli alle tastiere… ci siamo divertiti tanto e condiviso dei bei momenti on stage!

A proposito del nuovo album, cosa dobbiamo aspettarci sia del punto di vista lirico e di concept oltre che da quello musicale?

Il nuovo album non sara’ un concept ma trattera’ come al solito “Oscurita’” e stati d’animo. Sara’ quello con la produzione migliore, registrato ai Decibel Studios di Busto Arsizio da Carlo Meroni, un grande dietro la consolle. Musicalmente è molto eterogeneo e potente tra Doom e Classic Heavy Metal. Nell’ordine il primo pezzo “Il mio ultimo viaggio” sara’ la cosa piu’ classic doom che abbiamo mai registrato, “Z&M” è doom alchemico e progressivo, “Lacrime nella pioggia” è heavy metal col sax ispirato al capolavoro Blade Runner, ci sara’ “Dagon” risuonata, “Macara” che parla di stregoneria folcloristica del Sud Italia, “La taverna del diavolo” con il solito heavy doom sulfureo che narra di una particolare taverna nel Chianti crocevia di storie e leggende tragiche, “Il Gatto nero” un Evil Metal song che tributa Edgar Allan Poe, ed infine una chicca per noi ossia “Circolo Spiritico Navona 2000” una lunga ballata sinfonica con interventi recitati fatti apposta per la band dal noto medium romano Fulvio Rendhell di cui ne siamo onorati!  Insomma questo disco ci piace e non vediamo l’ora di poterlo condividere con tutti voi, per fine anno e fuori con la sempre fedele Black Widow records di Genova.

Essendo un opera molto importante sia per voi che per noi fans, ci saranno ad impreziosire il tutto ospiti illustri?

In questo lavoro abbiamo avuto il piacere di avere in un pezzo (Macara) un assolo di chitarra del grande Tommy Talamanca dei mitici Sadist che seguo ed adoro da quando sono nati, Tommy è stata persona squisita e disponibile ed ha fatto un solo incredibile, non c’erano dubbi! Poi c’è il sassofono di Giacomo Petrocchi dei Sabbia ed il violino di Pietro Ragozzi. Pochi ospiti stavolta, c’era poco tempo ed abbiamo fatto tutto “in casa”.

Curiosità personale, come avviene la costruzione di un pezzo dell’Impero delle ombre ed in particolare come influisce in esso l’intesa dei fratelli Cardellino?

Mio fratello Andrea soprattutto ed a volte io portiamo le bozze dei pezzi e li arrangiamo insieme, altre volte ci troviamo io ed Andrea a jammare e registrare e da tali situazioni caviamo poi le idee migliori. Non c’è un metodo preciso, a volte io suggerisco, canticchio maldestramente un riff ad Andrea e lui lo deve tramutare in musica… a volte ci scazziamo pure e ci mandiamo affanculo… ma è l’alchimia che deve nascere e che funziona dagli albori.

Sono rimasto molto colpito da “Dagon” pezzo che è stato inserito nello splendido tributo a H.P. Lovecraft “Il Sogno e l’Incubo” voluto dalla sempre eccellente Black Widow Records, quale l’origine di questa composizione?

Dagon… ecco per l’appunto il riff iniziale l’ho tirato su io con la pianola di mia figlia, il secondo riff quello piu’ heavy metal a meta’ pezzo e’ di Andrea, poi ho suggerito tutte le restanti parti che lo compongono per quella che è a tutti gli effetti una suite di oltre 8 minuti e che personalmente adoro. Parla del racconto di H.P. Lovecraft che abbiamo scritto per il tributo di cui tu parlavi della BWR ma che io ho voluto riregistrare per il disco nuovo. Musicalmente paga un tributo artistico agli eroi High Tide con tanto di violino. Piccola curiosita’ verso la meta’ del brano ho inserito nomi di venti in una sorta di filastrocca o scioglilingua a mo’ di invocazione al mare nel dialetto del mio paese Gallipoli.

Altra chicca che mi ha intrigato non poco e’ il sette pollici “The Master and The Bird” di Paul Chain a cui tu presti la voce, raccontaci un po’ l’iter che ha portato alla sua pubblicazione.

Quella è una storia strana, vecchia, apocrifa… tant’è: era il 2001, frequentavo la casa di Paul Chain a Pesaro dove jammavamo spesso insieme nelle situazioni piu’ disparate come di suo solito, un giorno mi diede un suo pezzo inedito e mi disse di cantarci sopra che l’avremmo successivamente pubblicato. Me lo registro’ su una vecchia cassetta tdk che avevo in macchina con sopra i Pink Floyd primo periodo (gruppo che amiamo entrambi) registrati a sua volta, tape che ho conservato per tutti questi anni.

Io non sono tipo che dimentica… Paolo Catena purtroppo si e negli anni ha “ucciso” il personaggio oltre che l’artista Paul Chain abiurando e rinnegando tutta la sua carriera fino ad allora, ripartendo poi come Paolo Catena in tutte le sue nuove varie incarnazioni lontane dai fasti passati. Qualche anno fa è saltata fuori questa cassetta contenente questo pezzo che mi dava un enorme piacere condividere, cosi’ con un accordo tra le etichette BWR e Minotauro rec. che detiene diritti e potere decisionale sul materiale del vecchio catalogo di Paul Chain si è deciso di rilasciare questa nostra antica ed inedita collaborazione tramite un 7″ con al lato B un pezzo inedito dei Death SS mark 2 gestione P.C. “Years of the rage”. Insomma qualcosa di nostalgico e per collezionisti diciamo, io spero sempre che il buon vecchio Paul Chain che reputo un amico “risorga”, combatta ed annienti i suoi fantasmi ritornando a fare la sua musica… nel caso io ci sarei!

Una domanda che più che altro è una mia curiosità, hai avuto la possibilità e privilegio di lavorare con le due figure che più ritengo importanti nel panorama del dark sound italiano e non ovvero Paul Chain e Steve Sylvester, cosa ti porti dietro da queste esperienze e quali le differenze, se ce ne sono, nel lavorare con questi due miti.

Per quanto riguarda Paul Chain ti ho abbondantemente risposto su, ovvio ci sarebbe tanto altro da dire ma sono questioni personali e delicate, ti dico che Paul è Arte e Follia pura, è un genio musicale, lunatico come pochi certo e con tutti i suoi conflitti ma quando era in buona era uno spasso, ma ingestibile adesso, spero stia bene e gli auguro tutto il meglio ora.

Steve invece è come l’altra parte della medaglia: professionale, disponibile, talentuoso, un costruttore… c’è un mondo dietro, lasciamo il mistero. Ti dico solo che tutti e due hanno creato qualcosa di unico nel panorama mondiale coi Death ss.

Ricordo con estremo piacere l’EP “Reborn from the Ashes” degli Humanash” che ascolto ancora oggi con molto interesse, ti va di raccontarci, anche se sono passati diversi anni, l’idea alla sua base e se ci sarà mai una prosecuzione?

HumanasH è stato il mio primo progetto che misi su nel salento nel 1993 o prima! L’idea era di suonare Metal potente, veloce ed orrorifico come avevo sentito fare in “Heavy Demons” dei Death ss in quegli anni, ma allora i tempi non erano maturi, dopo un po’ di sala prove, covers e qualche concerto dovetti abbandonare il progetto ripreso poi quasi 25 anni più tardi con dei nuovi ed adeguati elementi, pubblicammo subito dopo l’ep “Reborn from the ashes” per la Jolly Roger Rec.  Al momento ci siamo dovuti fermare per questioni di lontananza geografica visto che loro sono a Lecce ed io trasferito in Emilia.

L’esperienza “Homo Herectus” è una di quelle fondata sull’asse che vede la partecipazione di tuo fratello Andrea, cosa ricordi e cosa puoi dire di quella tua fase musicale?

Si era il gruppo Stoner Doom di mio fratello Andrea in un periodo, il 2007 credo, nel quale eravamo nel Salento. Che dire, ci siamo divertiti molto in quanto fu un’esperienza appunto divertente, sanguigna e grezza. Abbiamo realizzato un 7″ su New LM records e partecipato alla compilation messicana “Forged in Metal”.

Ad oggi con un importante carriera pluriennale, passando per più dischi intensi e di successo esiste su tutti un lavoro di un altro artista che vi colpiti più di altri ed influenzati? E se si in quale modo?

Hey questa è tosta davvero!! Un solo disco che ha influenzato e formato me ed Andrea?? Non so, sparo qualche nome oltre a quelli che ti ho gia’ abbondantemente citato nell’intervista e non ripetero’, vediamo… “The piper at the gates of dawn” dei Pink Floyd, “Paranoid” Black Sabbath, “Un Biglietto per l’Inferno”, “Killers” Iron Maiden, “Into glory ride” Manowar… ma sono solo alcuni, penso infatti al Kraut Rock, al prog inglese, all’opera di De Andre’ ecc ecc…

Avremo la possibilità di vedervi presto dal vivo per qualche data a supporto del nuovo lavoro? Ho un ricordo indelebile del vostro ultimo concerto al Crazy Bull di Genova e devo dire che come intensità e’ stato uno degli show per me più coinvolgente nel corso degli ultimi anni.

Ti ringrazio molto per le parole di apprezzamento per il concerto di Genova! E’ sempre una roulette russa quando si va a suonare dal vivo credimi, impianti e fonici al mixer che non vanno, situazioni poco professionali, ce n’è sempre una che va storta con 6 elementi sul palco! No purtroppo al momento siamo fermi per i live, senza formazione, in pausa come ti dicevo e non so se ritorneremo.

Lascio a te le ultime parole John, sperando nel mio cuore che ci siano tante possibilità di poter godere della tua Arte e di quell’affascinante oscura creatura che porta il nome dell’Impero delle Ombre!

Ti ringrazio di cuore e ringrazio i tuoi lettori, è un onore per me e per noi, vuol dire che qualcosa lo abbiamo combinato! Per ora ti dico: largo ai giovani, suonate e divertitevi soprattutto, comunicate qualcosa a voi stessi prima e poi al mondo!

LONG LIVE CEMETERY ROCK !!!!!

JOHN GOLDFINCH

L’Impero delle Ombre

John Goldfinch – Voce

Andrea Cardellino – Chitarra

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