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Occult & Dark Music Blog

Dannosi Incontri – Enrico Meloni (ExpiatoriA)

Vi ringrazio innanzitutto per questa intervista, nei mesi passati ho ascoltato con molta attenzione “Shadows”, il vostro primo magnifico full-lenght uscito ormai nel 2022, quale la sua genesi?

Ti ringrazio per le belle parole. I grandi cambiamenti in casa ExpiatoriA avvenuti tra il 2018 e il 2020, tra cui alcuni cambi di formazione e una maggior spinta verso lidi dark-doom, sono avvenuti in concomitanza con la pandemia e il conseguente lockdown, quindi la lavorazione per le composizioni musicali è stata un po’ difficoltosa. Ma se da una parte questo ha rappresentato un piccolo, ulteriore ostacolo nel cammino della band, dall’altra è servito da collante per restare tutti uniti nonostante le avversità e concentrarci verso il prodotto finale.
“Shadows” è quindi nato in questa atmosfera ambivalente di situazioni non sempre facili ed entusiasmo sempre crescente. In tale contesto abbiamo composto i sei pezzi del nostro album con estrema naturalezza, sigillando anche coi nuovi membri dell’epoca – infatti le uniche due persone che hanno sempre fatto parte della band sono i fratelli Massimo e GB Malachina, che hanno fondato la band nel 1987 – una grande intesa.
Anche perché l’album è stato realizzato interamente nei nostri studi personali, sotto la guida di Edoardo Napoli, all’epoca chitarrista degli ExpiatoriA, quindi senza un produttore “di grido” o un fonico esterno che ci mettesse le mani.

Le canzoni di “Shadows” sono tutte nuove, e con questo si intende che non risalgono a vecchi demo o simili: sono state composte dalla formazione dell’epoca con il preciso intento di essere pubblicate nell’album.

Gli ExpiatoriA esistono dal lontano 1987, prima di “Shadows” erano stati pubblicati due demo nei primi anni novanta (“Tribute To Death” e “Symphonies Of Decomposed Human Flesh”) nonché degli EP tra il 2010 (“Return to Golgotha”) e il 2016 (“Crimson Evil Eyes”), passando per uno scioglimento della band nel 1998. Quali sono stati gli avvenimenti che hanno portato alla volontà di pubblicare un lavoro così intenso ed interessante?

Una grande volontà di rivalsa, la sensazione che stessimo vivendo un momento unico e irripetibile di allineamento delle stelle a nostro favore dopo anni di “vorrei ma non posso” e occasioni mancate per mille motivi, il consolidamento di una formazione in cui tutti finalmente iniziavano a remare verso una stessa direzione, il desiderio di suonare dal vivo quanto più possibile, il riavvicinamento all’idea originaria di sound, oscuro e maligno, negli anni non sempre onorata.
Tutti questi elementi, e l’entusiasmo e la voglia di spaccare il mondo che hanno sempre contraddistinto l’operato dei fratelli Malachina, hanno portato, complice anche l’incontro con Black Widow Records e Diamonds Prod., alla realizzazione di “Shadows” in formato cd, vinile e vinile in edizione limitata, un vero e proprio sogno che si realizza.

Quali sono oggi le vostre più importanti influenze a livello di sound?

Inizialmente l’idea era quella di ispirarsi principalmente a Death SS, e poi anche a King Diamond e Mercyful Fate. I primi demo sono tendenti al thrash ma sono comunque presenti sonorità oscure. Gli EP intermedi delle varie reunion potremmo definirli heavy metal a tinte gothic/dark.

“Shadows” invece è un album di doom metal classico, fortemente debitore dei maestri svedesi Candlemass, con qualche punta di Type O Negative e dark/gothic qua e là, ma fondamentalmente un album doom metal molto old school.

Le nuove canzoni, ossia quelle composte dalla pubblicazione di “Shadows” in poi, e che ancora devono vedere la luce, riescono finalmente a rievocare lo spirito originario con cui era nata la band, riuscendo a incarnare anche in musica le influenze di King Diamond e Mercyful Fate: il prossimo album sarà composto da brani di heavy metal con elementi doom e prog, con una grande attenzione per gli arrangiamenti e le soluzioni poco scontate.

“Doom complicato”, come ci hanno detto alla fine di un nostro concerto, potrebbe racchiudere bene l’idea di quello che suoniamo.

I vostri testi sono sempre oscuri e intriganti, cosa li ispira indipendentemente dagli avvicendamenti che ci sono stati nella loro scrittura?

I testi dell’album “Shadows” sono stati scritti da David Krieg, persona fondamentale per la rinascita della band e per la pubblicazione del nostro album di debutto, e ora non più in formazione. Rifacendomi a quanto dichiarato dallo stesso Krieg all’epoca delle interviste condotte in passato:

Ciascuno degli argomenti trattati ha una forte impronta emotiva/spirituale/psicologica e molteplici interpretazioni ben distribuite equamente in ogni brano. Anche un brano come “Seven Chairs and a Portrait”, apparentemente “solo” un racconto horror dalle tinte oniriche, nasconde un sottotesto di simbolismi psicomagici e archetipi ctonici, volti a risvegliare una sorta di coscienza addormentata tra le braccia di memorie pseudo totemiche, che ne rivelano l’intima reale essenza.

Ogni lirica che scrivo deve avere un suo vissuto profondo, fosse anche il testo in apparenza più “impersonale” del lotto. Attraverso storie tanto drammatiche che non potrebbero esistere, ma che proprio per questo per paradosso sono estremamente reali, io inanelo una serie di metafore, allegorie e simbolismi che a una più profonda analisi cercano di dischiudere un velo fra l’irrealtà del reale e la verità dell’immaginario. Nello specifico, i testi di “Shadows” sono un viaggio esoterico-onirico quasi spaventevole in quel grembo oscuro dove allignano misteri insondabili, paure recondite ed emozioni inconfessabili. Menzione a parte per “Krieg (My Last Song)” che è un’intima confessione a mo’ di testamento spirituale che spero possa far suscitare domande in chiunque abbia voglia di apprendere le parole.  

Per il futuro, grazie al nuovo arrivato AngeleX, esploreremo altri aspetti dell’animo umano.

Come nasce un pezzo degli ExpiatoriA?

Massimo Malachina, chitarrista e fondatore della band, è il principale artefice delle musiche degli ExpiatoriA fin dal 1987. Una volta alla settimana ci troviamo in sala prove per affinare i brani e le idee di partenza, improvvisando, affinando e suggerendoci nuove soluzioni l’un l’altro. L’ascolto individuale di quanto eseguito in sala, dato che registriamo sempre le nostre prove, è fondamentale per esplorare meglio le potenzialità del brano, capire cosa si è fatto, cosa si può fare e, in alcuni casi, quando un errore o una svista esecutiva possono aprire nuovi orizzonti. È molto stimolante e porta tutti a migliorarsi e contribuire.

Non mancano sessioni “in coppia” e col passare del tempo, continuando a suonare le canzoni, queste si vanno definendo nella loro forma finale.

Tutti hanno la possibilità di dire la loro sia sulla propria parte che su quella degli altri, a volte gli scambi sono molto appassionati ma tutto è sempre ed esclusivamente al servizio della musica, e non del solo appagamento del nostro ego.

Non ci accontentiamo delle soluzioni più scontate, mettiamo moltissima cura negli arrangiamenti e ci impegniamo per creare musica interessante e varia. Le nostre nuove canzoni lo potranno dimostrare ancora una volta.

Personalmente ritengo che “Shadows” sia un lavoro molto più oscuro e doom rispetto ai vostri precedenti, vi ritrovate? E se sì, perché?

Perché fondamentalmente, grazie a una formazione finalmente stabile e una grande comunione di intenti, siamo riusciti a convogliare in questo album tutte le aspirazioni originarie della band: essere una band oscura. E cosa c’è di più oscuro del puro doom metal ottantiano? Le canzoni di “Shadows”, tutte nuove, e non risalenti a vecchie formazioni della band, sono state composte sotto il nome, e il nume tutelare, dei Candlemass, una delle nostre più grandi influenze.

Nel disco ci sono diversi ospiti come Diego Banchero, Freddy Delirio e Raffaella Cangero tra gli altri, cosa hanno dato di particolare a “Shadows”? Raccontateci pure di aneddoti particolari nel caso in cui ve ne fossero.

Ciascuna e ciascuno di loro ha contribuito apportando grande unicità a “Shadows”: andiamo dal basso sinuoso e sempre intrigante di Diego, ai fiati di Edmondo Romano (compagno di classe di uno dei fratelli Malachina alle elementari!), alla voce straziante e potentissima di Raffaella, fino al maestoso intro di tastiere di Freddy… vengono i brividi solo a ricordarlo! Tutto è nato dalla stima artistica ed umana verso questi artisti e amici nonché dalla nostra voglia di sperimentare e confrontarsi con grande spontaneità con altri musicisti.

La band è stata sempre soggetta a molti cambi di formazione, per ultimo il cambio alla voce da David Krieg ad Angelex. Cosa comporta questo nella scrittura di nuove canzoni e nell’organizzazione live? Come ci si riassesta di volta in volta?

Va da sé che ogni volta è quasi come ricominciare da capo: io stesso, Enrico, mi sono unito alla band dopo l’uscita di “Shadows”, e quando gli ExpiatoriA avevano un bel po’ di date in cantiere. Per cui, consapevole della storia della band, posso riferirmi agli ultimi avvicendamenti, e da quando è uscito “Shadows” sono cambiate 4 persone su 6 (restano, come già detto, i soli fratelli Malachina). E posso dire che grazie alla professionalità delle persone coinvolte ogni volta siamo riusciti a rimetterci in carreggiata dopo poche settimane.
Il fatto di avere concerti con una certa regolarità ci impone una certa disciplina: ci vediamo una volta alla settimana e c’è sempre spazio sia per la preparazione dei live che per suonare i nuovi brani che continuiamo a comporre. Cerchiamo di non perdere il flusso all’interno del progetto e non mollare di un centimetro. Dopo tanti anni ci stiamo togliendo diverse soddisfazioni ma continuiamo a volere di più e non accontentarci… Per cui sì, non è sempre facilissimo ma questa costanza senz’altro ci ripaga.

Dato che ci siamo, facciamo il punto: chi fa parte degli ExpiatoriA oggi?

Oggi la band, formata nel 1987 dai fratelli Malachina (Massimo alla chitarra e GB al basso), è composta da musicisti molto attivi nel vivacissimo underground genovese: AngeleX, voce, già in varie formazioni heavy e hard rock, nonché tribute band di Black Sabbath periodo Dio-Gillan-Martin, entrato in formazione a novembre 2023 in sostituzione di Krieg (quest’ultimo ha cantato su “Shadows”); Roberto Lucanato, chitarra, che condividiamo con i meravigliosi Il Segno Del Comando e che ha trascorsi death metal con i Toolbox Terror, subentrato a Edoardo Napoli inizialmente come sostituto in sede live e poi in pianta stabile; Flux Mörtis, live keyboardist per gli Abysmal Grief, tastierista di Tony Tears Band e del gruppo genovese Tenebrae, in formazione ExpiatoriA dal 2022; e io, Enrico Meloni, batteria, faccio parte anche degli IKITAN, trio heavy post-rock, e della band thrash metal milanese The Healing Process, e sono negli ExpiatoriA da giugno 2022.

Ritengo che una delle anime principali dell’entità ExpiatoriA sia il legame artistico tra i fratelli Malachina rimasto saldo negli anni, raccontateci di questo particolare aspetto.

Senz’altro: il legame dei due fondatori è fondamentale e il perno su cui si basa tutto. So per certo che per Massimo e GB, che hanno iniziato l’avventura nel lontano 1987 (io avevo appena un anno), questo sia un momento da non lasciarsi scappare: dopo vari scioglimenti e rallentamenti, finalmente gli ExpiatoriA sono composti da sei persone che hanno a cuore il futuro della band e le sue attività concertistiche e discografiche tanto quanto i due fondatori.
Il fatto che dopo tanti anni non abbiano alcuna voglia di mollare, e anzi mostrino sul palco e fuori un’energia e un entusiasmo davvero invidiabili, che confesso di non aver mai trovato neanche in persone anagraficamente più giovani, sono cose molto motivanti che spingono tutti noi a dare sempre il massimo.

Genova è una città che adoro, città dove coesistono luce che il mare sempre consegna e oscurità generatrice di una scena doom e dark sempre florida, vi ritrovate? Da protagonisti di questa scena potete indicarci il come riesca a resistere negli anni e nei decenni?

Genova è città di mille contrasti, non solo musicali ma umani, architettonici e filosofici, di cui negli anni hanno scritto persone molto più esperte e qualificate di me.

MI limiterò a dire che la città è davvero fertile e vivacissima per quanto riguarda la scena musicale, e con questo termine intendo veramente qualsiasi tipo di musica, non solo rock o metal. In ambito rock e metal, che tuttavia sono quelli di cui posso parlare con cognizione di causa, l’età anagrafica di chi era già in attività negli anni ‘80, ‘90 e 2000 fa sì che queste persone, se non si sono ritirate a vita privata, continuino a suonare e a produrre musica in varie capacità, per cui certamente c’è anche una certa “maturità” da questo punto di vista.

Oltre a Black Widow, la presenza di altri importanti catalizzatori in città quali Flamingo e Taxi Driver, centri sociali quali Buridda, Zapata e Pinelli, collettivi quali Adescite e Wet Mary, locali come l’Angelo Azzurro, il Lucrezia e il Trinità, un teatro come La Claque, che in vari modi aiutano i musicisti a esprimersi, fan sì che le molte voci presenti in città vengano rappresentate e abbiano spazi adeguati per suonare e farsi conoscere.

Naturalmente non mancano nuove leve, con le quali, in modo molto impreciso, possiamo definire chiunque abbia meno di 30 anni, che contribuiscono a tenere in piedi il tutto e dare una certa continuità a questa importante scena musicale.

Non dimentichiamo la presenza di alcune situazioni, quali le salette di Staglieno, di Borzoli o di Pontedecimo, ossia luoghi che han visto passare tra le proprie mura generazioni intere di musicisti, dagli anni d’oro del progressive rock fino a i giorni nostri, e nei quali è facile incontrarsi per scambiare idee e condividere la propria passione.

Andare a vedere i concerti degli altri e capire che aria tira è certamente fondamentale per tessere nuove amicizie e rinsaldare quelle vecchie: far parte della scena non può e non deve ridursi a un like su Facebook.

Tutti questi fattori contribuiscono a tenere molto viva la scena genovese.

A proposito di scena genovese, come è nata la vostra collaborazione con la Black Widow Records?

L’amicizia che ci lega da anni con lo staff della Black Widow ha fatto sì che tutto sia avvenuto in modo molto naturale, e la sterzata definitiva verso lidi doom nel nostro sound ha fatto il resto. Massimo, Pino e Laura, grazie alla loro esperienza decennale, sono artefici di alcuni eventi molto importanti che si svolgono nella nostra città ogni anno, e il loro ruolo di catalizzatori di tutti gli appassionati delle sonorità oscure è innegabile, portando a importanti collaborazioni e ambiziosi progetti a livello discografico e di concerti e festival.
Ci tengo a precisare che “Shadows” è nato da una collaborazione fra due etichette: la già citata Black Widow e la Diamonds Prod. di Daniele Pascali (a sua volta nostro grande amico e manager).

Ho avuto la fortuna di assistere ad un vostro show nella serata che vi vedeva protagonisti con “L’impero delle ombre” al Crazy Bull di Genova. La resa sonora e la vostra scenografia sono state incredibili, come si raggiungono questi risultati? In particolare mi interesserebbe sapere il ruolo della scenografica nei vostri concerti che ritengo sia molto rilevante.

Ti ringrazio molto: per me era il primo concerto con gli ExpiatoriA dietro alle pelli e non nascondo una certa emozione, anche (non me ne vogliano i miei compagni di avventura!) per il fatto di condividere il palco con una delle mie band italiane preferite in questo genere: L’Impero delle Ombre.
Non è stata una serata perfetta, ma abbiamo un ricordo davvero splendido di quel concerto.

Le scenografie nascono dalle nostre menti e, una volta verificata la fattibilità, si parte alla produzione di vestimenti e oggetti vari, tutto in ottica molto artigianale e di autoproduzione. Si tratta a tutti gli effetti di pezzi unici.

Scenografia e teatralità hanno un ruolo fondamentale per noi, infatti vogliamo suonare solo in situazioni che ci consentano di mantenere un minimo della teatralità che fa parte ormai integrante del nostro spettacolo.
Quando prima si parlava delle nostre influenze, quelle di band come King Diamond, Mercyful Fate e Death SS va intesa anche in senso di presenza scenica: noi, come loro, vogliamo offrire uno spettacolo a tutto tondo, dove testi, musica e scene siano perfettamente integrate.

Studiamo attentamente i momenti scenici più importanti, guidati prima da Krieg e ora da AngeleX alla voce, e siamo coadiuvati da alcuni figuranti, chiamati “Shadows”, che in un certo senso ci comandano in tutte le fasi del concerto.

Expiatoria live @Angelo Azzurro Genova, 2024 – Ph Daniel Wells

Ho una traccia preferita che è “When Darkness Falls”. Quale il suo processo di scrittura e il significato insito nel testo?

Come per le altre canzoni, si è partiti da un’idea di Massimo Malachina, chitarrista. Va segnalato che in questa canzone, ormai il nostro cavallo di battaglia, c’era Stefano Caprilli alla batteria, che è anche uno degli “Shadows”, persona fondamentale all’interno della band anche perché si occupa di produrre fisicamente molti degli oggetti che usiamo sul palco, oltre al fatto che, piccolo aneddoto, è stato proprio lui a presentarmi ai fratelli Malachina, in occasione del concerto dei Mercyful Fate al Rock The Castle 2022… chiamalo “Fate”, se vuoi! 🙂

Tornando alla canzone, “When Darkness Falls” è stato anche il primo singolo di questa nuova rinascita della band, che ha riportato gli ExpiatoriA in prima linea tra le band doom e heavy metal della scena genovese e italiana, nell’estate del 2022.
Nelle parole sempre squisitamente criptiche dell’autore del testo, Krieg, possiamo dire che “When Darkness Falls” is a tribute to the absence of light and what lies in its deepest heart.

Spero ci siano novità live e chissà anche discografiche da comunicare, lascio a voi le ultime parole e grazie ancora per la splendida chiacchierata.

Oltre a una serie di concerti che non vediamo l’ora di annunciare, e che ci terranno impegnati fino alla prima metà del 2025, abbiamo in programma la pubblicazione di una cassetta in edizione limitata, intitolata “Shadows – Live”, prevista entro la fine dell’estate 2024 e pubblicata da Diamonds Prod. di Daniele Pascali.

Questo perché, dopo aver portato “Shadows” in giro per diversi mesi, ci siamo accorti, e ci hanno fatto notare, che quello che suoniamo dal vivo non rispecchia più di tanto quello che abbiamo pubblicato ormai due anni fa: le canzoni di “Shadows” si sono impreziosite di nuovi arrangiamenti e sono anche un po’ più energiche ora. Se aggiungiamo il fatto che nella formazione attuale sono presenti solo due persone di quelle che hanno suonato in “Shadows”, ossia i fratelli Malachina, si può capire che l’esigenza di dare dignità alla versione live dei brani di “Shadows” fosse molto impellente per noi.

Tradotto: possiamo considerare la cassetta come un bootleg ufficiale dell’album “Shadows” eseguito dal vivo nella sua interezza, registrato da Edoardo Napoli durante uno dei nostri ultimi concerti direttamente dal mixer, e senza alcuna correzione in studio. Ciò che si sente è ciò che è realmente accaduto: ci tenevamo molto che l’esperienza di ascolto fosse il più possibile rispondente a quanto effettivamente accaduto la sera del concerto.

In cantiere abbiamo anche tre brani pronti per essere inclusi in uno split con Il Segno Del Comando, grandissima band dark/prog genovese con cui condividiamo anche ROberto Lucanato alla chitarra, che verrà pubblicato da Black Widow Records nei prossimi mesi. Le tematiche dello split sono incentrate sullo sceneggiato “Voci Notturne”, scritto da Pupi Avati e andato in onda su Rai1 nel 1995.

Si tratta di tre composizioni tendenti verso il prog, senza mai dimenticare le nostre radici fondamentalmente doom e heavy metal.

Nel frattempo, dato che i due progetti discografici appena menzionati sono già praticamente pronti, continuiamo a scrivere nuove canzoni per il nostro secondo album.

Non ci si annoia di certo!

Grazie mille a te per le domande, mai banali, e per la chiacchierata 🙂 Ci trovate qui: https://linktr.ee/expiatoria (Spotify, Bandcamp, il nostro merch, pagine Instagram e Facebook, ecc).

ExpiatoriA

Massimo Malachina: Chitarra

GB Malachina: Basso

AngeleX: Voce

Roberto Lucanato: Chitarra

Flux Mörtis: Tastiere

Enrico Meloni: Batteria

Social

https://www.facebook.com/ExpiatoriA

https://www.instagram.com/expiatoriaband/

https://expiatoria-official.bandcamp.com/

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