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Occult & Dark Music Blog

Dannosi Incontri – Giorgio Trombino (Bottomless)

È un immenso piacere parlare con te Giorgio della splendida creatura “Bottomless”. Quale l’idea che ti ha portato alla creazione di questa band che punta ad un sound hard rock/doom e giunta nel giro di pochi anni al suo secondo full-length.

Ciao Filippo e grazie mille per lo spazio che ci concedi. A dire il vero, l’insieme delle sonorità ascrivibili a un’influenza sabbathiana ha informato il 90% di quello che ho fatto con tutti i miei gruppi e, in particolare, un acerbo tentativo heavy/doom in solitaria a nome Sleeping Dark, con un EP registrato in casa nel 2006 ma reso disponibile su Bandcamp solo un anno fa circa. Esattamente 10 anni più tardi, la mia inesauribile passione per il doom classico e l’amicizia (ormai ventennale) con David Lucido ci ha spinti a portarla, per così dire, al livello successivo proprio attraverso i Bottomless.

“The Banishing” è un album incredibile, forse più maturo rispetto a “Bottomless” che comunque adoro. Quale il suo processo di scrittura?

Il processo di songwriting è lo stesso da tempo per tutti i miei progetti: registro delle demo casalinghe con parti di batteria, strutture, riff, voci e, in certi casi, anche artifici di pre-produzione abbastanza completi (questi ultimi servono ad avere le idee chiare una volta in studio per la registrazione definitiva). Da queste demo prende avvio il lavoro in sala prove con Laura e David e c’è sempre un margine per cambiamenti o ottimizzazioni dell’arrangiamento.

L’aspetto più libero della composizione è quello che riguarda i testi: lì non seguo uno schema fisso e talvolta scrivo senza avere alcuna musica in mente. In altri casi, quando il pezzo lo richiede, è necessario partire almeno da uno o più riff per capire come “incastrare” le linee vocali.

Spesso, ma non sempre, i pezzi più validi scaturiscono da riff che “chiamano” le parti di voce in modo spontaneo. Questo è un dettaglio non indifferente per quanto riguarda i concerti perché quello del cantante/chitarrista è un ruolo con limiti esecutivi oggettivi e devi sempre fare i conti col fatto che dovrai essere in grado di cantare mentre suoni e viceversa. Se ti incasini con una delle due cose sei spacciato ahah!

Quali le differenze sostanziali tra i due lavori secondo te Giorgio?

Il nostro primo album, purtroppo, è il risultato di una scrittura e di una registrazione caotica, spalmata su più anni non consecutivi a causa degli impegni con i tanti gruppi in cui siamo (o eravamo) coinvolti. Il materiale ne ha risentito e, al netto di un paio di pezzi che proponiamo dal vivo come Centuries Asleep e The Talking Mask, non siamo soddisfatti del risultato e sappiamo che avremmo potuto decisamente fare di meglio. Proprio per questo volevamo che The Banishing servisse, per così dire, a rimettere la palla al centro. Pensiamo sia un disco molto più centrato, coeso, strutturato, registrato meglio e con idee musicali più decise. Il nostro discorso comincia idealmente proprio dal nostro ultimo album perché siamo finalmente riusciti a incidere qualcosa che rispecchi la nostra volontà sonora al 100%.

Nel vostro sound noto, ovviamente, influenze di band storiche del doom tra le quali i Black Sabbath ma come si fa oggi a scrivere dischi così intensi in un genere che sembra aver detto tutto nel corso dei decenni?

Sei troppo buono! Anche se un dio come Roger Glover dice che non puoi avere un buon disco rock senza un pezzo con lo shuffle, non credo esista una ricetta univoca per scrivere un buon album. Quello di cui sono sicuro è che, per noi, il songwriting è un processo di importanza vitale e a cui teniamo tantissimo.

Abbiamo scartato diverse canzoni prima di entrare in studio perché non le ritenevamo abbastanza buone, abbiamo riflettuto sulle strutture e abbiamo cercato di non accontentarci della prima demo messa sul piatto. Anche la composizione di un pezzo rock da 3 minuti si fonda su una miriade di parametri e noi ammiriamo tutti quei gruppi capaci di elaborare un senso drammatico e narrativo dello sviluppo delle parti. Credo che in questo genere serva tanto senso della struttura quanta spontaneità di esecuzione, di intenzione e di feeling.

Ferma l’intensità e la capacità di coinvolgimento del vostro sound esistono delle band che più di altre sono fonte di ispirazione? Ho notato i padri fondatori Black Sabbath ma ci sarà tanto altro immagino nel panorama doom e hard rock che vi attrae e rapisce. Mi piacerebbe sapere poi per ciascuna band menzionata cosa vi colpisce di più del proprio sound.

Lo stoner ha appiattito l’influenza dei Sabbath su quattro riff della prima era con Ozzy e, generalizzando ma non troppo, si è attorcigliato attorno a un visione molto limitata di questo immenso, talentuosissimo, inarrivabile gruppo. Per motivi a noi ignoti (ma probabilmente legati alla pura e semplice promozione del marchio Black Sabbath da parte del gruppo commerciale che fa capo a Ozzy e famiglia) il capitolo 80’s dei Sabbath è ben lontano dall’esercitare oggi il fascino e l’influenza che meriterebbero. Per noi quella decade del gruppo è essenziale e allo stesso modo veneriamo gruppi come Manilla Road, Candlemass, Saint Vitus, Hels, MSG, Witchfinder General, Angel Witch o Sarcofagus. Fra i gruppi di genere affine più recenti preferiamo Crypt Sermon, Beastmaker, Gothic Stone, Procession, Fer De Lance, VaultKeeper, Capilla Ardiente e Woe (australiani). Per senso della forma canzone, per varietà di soluzioni e genio compositivo non possiamo non menzionare i Beatles, mia ossessione e oggetto di svisceramento analitico da sempre. In generale, quello attuale è un grande momento per l’hard e l’heavy classico.

Alcuni dei gruppi migliori su queste coordinate sono senz’altro Tarot, SpellBook, Sonja, Parish e alcuni nostri compagni di etichetta come Ritvs, Freeways, Coltre, High Warden e Demon Spell.

Come nasce un pezzo dei “Bottomless”?

Basta uno spunto casuale. A volte qualcosa che ho ascoltato mi spinge a prendere la chitarra e a cercare di buttare giù qualcosa su atmosfere simili, ma di solito non viene fuori granché di utile e il rischio è quello di scrivere roba troppo derivativa. Credo nel valore romantico, misterioso e inspiegabile dell’ispirazione pura.

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Foto Credits: Alice Siega

Cosa ispira i vostri testi?

Ti dirò: negli ultimi anni ho cercato di vedere tutti gli horror dell’era del cinema muto disponibili online. In quell’immaginario ho trovato enormi fonti di ispirazione già per alcune canzoni di The Banishing come By the Sword of the Archangel, influenzato dalla visione del Faust di Murnau del 1926. Nei nuovi pezzi che stiamo scrivendo quell’impronta e quelle atmosfere sono, per quanto possibile, ancora più marcate. Alcuni film che mi hanno colpito sono stati Der Golem, wie er in die Welt kam di Paul Wegener, Der müde Tod di Fritz Lang, il celeberrimo Orlacs Hände di Robert Wiene o il cupissimo giallo/thriller metafisico The Avenging Conscience: or Thous Shalt Not Kill di D.W. Griffith.

Da qualche mese Laura Nardelli ha sostituito al basso la storica componente Sara Bianchin, vedo dai vari estratti live che l’affiatamento è pressoché totale, confermi? Quali le caratteristiche che ha dato al sound della band?

Laura è una bassista fenomenale e ci siamo trovati da subito molto bene con lei. Ha imparato i pezzi della scaletta in pochissimo tempo, ha elaborato delle linee di basso molto interessanti sul nuovo materiale e ha anche realizzato il disegno dell’arcangelo stampato sulle nostre nuove maglie. In poco tempo è diventata un elemento insostituibile per noi e il suo lavoro sul prossimo disco è stato davvero eccellente. Suonando con le dita invece che con il plettro puoi sentire subito che il suo stile è più simile a quello di Butler o di Harris, dunque perfetto per il nostro suono.

Foto Credits: Darija Heinrich

Ho un debole per “Illusion Sun” quale la genesi ed il significato di questa traccia?

Il testo del pezzo parla della perdita, o meglio, della sparizione completa della fede in qualsiasi forma del divino. Immaginavo una chiesa deserta con una luce sempre più fioca. Musicalmente, è il momento più Vitusiano del disco.

La vostra attitudine live è impressionante, il power trio con lo storico David Lucido alla batteria trasmette una carica enorme, come si raggiunge tale risultato?

Quest’anno sono vent’anni esatti che David e io suoniamo insieme. Il primo gruppo furono gli Interior Demise, e facevamo thrash. Sempre alla fine del 2004 entrai negli Haemophagus, gruppo durato fino al 2019 su cui abbiamo investito tantissimo impegno ed entusiasmo. Immagino che dopo tutto questo tempo siamo finalmente in grado di capire quando uno dei due è sul punto di fare qualche cappella dal vivo ahah!

Foto Credits: Daniele Di Egidio

Partecipi a tanti progetti anche di metal estremo e ciò denota una grande cultura musicale, c’è qualcosa che ti intriga di più rispetto ad altro e che funge da cosiddetta valvola di sfogo?

Affermazione generica da morire, ma ti garantisco che sono un ascoltatore vorace e mi piace musica molto diversa. I Bottomless sono il gruppo con cui mi sento più libero, il progetto più vicino al mio cuore. Mi sembra di tornare a casa visto che il primo gruppo della mia vita, i Lords of Evermore, era un gruppo di sole cover Led Zeppelin e Deep Purple. Qualcosa nell’insieme di soluzioni offerte dal genere che suoniamo mi motiva ad ampliare il raggio di quello che proponiamo, a scrivere ballad, rocker più rapide, pezzi più lunghi, evil, epici o qualsiasi altra sfumatura di tutto ciò.

Lascio a te, ringraziandoti non poco, le ultime parole di questa intervista sperando in delle rivelazione su futuri concerti o uscite discografiche anche di tuoi altri progetti.

Entro la fine dell’anno uscirà sempre per Dying Victims Productions il nostro split 12″ con i brasiliani Witching Altar. Crediamo moltissimo nei nuovi pezzi e pensiamo che siano un buon assaggio, per quanto parziale, del materiale presente sul prossimo full-length. Grazie ancora a te, Filippo, e a Litanie Del Buio per l’opportunità. Heavy doom metal shall be the only law.

Bottomless:

Giorgio Trombino: Chitarra e Voce

David Lucido: Batteria

Laura Nardelli: Basso

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https://www.instagram.com/bottomlessdoom/

Music | Bottomless (bandcamp.com)

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