litaniedelbuio.it

Occult & Dark Music Blog

Dannosi Incontri – The Dead Flowers Graves

Ciao, innanzitutto complimenti per quanto fatto sino ad oggi, da cosa nasce il vostro nome?

Ciao Filippo, ti ringraziamo dei complimenti. Il nostro nome nasce dall’attrazione che abbiamo sempre avuto per i cimiteri, intesi come luoghi di pace e rinascita, custodi di memorie.

Abbiamo un profondo rispetto per i defunti. I cimiteri sono quei luoghi dove passeggi e osservi le foto delle persone conosciute e le vedi sorridere sempre. Osservi le foto in bianco e nero sbiadite di persone morte quasi un secolo fa e ti rendi conto della durezza della vita di quelle epoche, se fissi bene gli occhi, loro stanno ancora lì, bloccate. Poi trovi quelle tombe quasi senza volti, ripiegate su se stesse e stremate dal tempo che passa , dal sole e dalla pioggia,  con i fiori secchi, appassiti, marci che danno un senso di antico e silente romanticismo. Da un’immagine del genere abbiamo ideato quello che è il nostro nome.

Il vostro sound è alle mie orecchie molto interessante, quale il genere di riferimento, quali le sue origini e quali le vostre influenze. Sento in particolare delle caratteristiche provenienti dal dark sound italiano, spiegateci.

Possiamo dire che ci ispiriamo all’heavy doom metal, ma in realtà sotto puoi leggere le nostre attitudini che rendono il risultato che è il nostro sound. Un genere che non si chiude agli schemi, ma genera sé stesso continuamente. Veniamo tutti da stili ed ascolti diversi : death metal, punk, dark, hardcore, stoner. Se dobbiamo invece nominare delle influenze musicali per quanto riguarda la nostra band possiamo guardare ai Castle, Ghost, Death SS, Devil’s Blood. Il valore aggiunto viene dato dalle tematiche dei nostri testi.

Tutti i componenti della band portano come nome il proprio giorno e mese di nascita, cosa sotto questa scelta?

Siamo anima e spirito, siamo sempre esistiti, siamo vecchi come la storia del mondo, siamo stati diverse forme, quindi abbiamo scelto di identificarci con il giorno di nascita di questa esistenza e di questo piano. Non siamo solo un nome e cognome o una data di nascita scandita da un anno, ma vogliamo dare un senso di sospensione tra l’ingresso in questa vita e la porta di uscita per la prossima

Quale il filo che lega le vostre composizioni a livello di tematiche?

Se dobbiamo parlare delle influenze di pensiero dai nostri scritti ci dirigiamo verso l’occulto, il paranormale, le leggende e il mistero. Senza essere di parte, ma ci crediamo, nel senso che sentiamo queste tematiche vive, con un personale senso di verità interiore.

Nel primo Ep abbiamo parlato molto di spiriti erranti, animali psicopompo, anime che ritornano dall’aldilà, leggende sulla luna, in connessione con elementi naturali ed entità notturne.

Nel secondo Ep ci siamo aperti anche allo spirituale, all’eterico, agli usi, rituali e luoghi particolarmente sacri delle nostre zone, ai sogni, ai presagi.

Nei nostri testi ci sono anche cose che abbiamo provato personalmente, chi ha avuto modo di acquistare il nostro secondo Ep Spectrum nella versione boxset edizione limitata, oltre avere i gadgets contenuti, avrà letto sicuramente le cinque cartoline dove ognuno di noi racconta un’esperienza sul paranormale realmente vissuta.

Lo spirito crea dalle sfere di ispirazione più alte che possiamo raggiungere, il nostro corpo rende tutto questo possibile grazie alla musica ed ai testi.

Fino a questo momento avete pubblicato due splendidi EP ovvero “Three Dried Flowers in Her Hand” del 2020 e “Spectrum” del 2022, noto Spectrum più classico nel sound rispetto al più “moderno” predecessore, vi ritrovate? E nel caso come mai questa scelta? 

Non c’è stata nessuna scelta o direzione presa a tavolino dopo la pubblicazione del primo EP . Sicuramente un’evoluzione c’è stata a livello compositivo grazie all’ aggiunta della tastiera che ha migliorato e arricchito il nostro sound dandogli più sacralità e completezza. Questo unito alla nostra maggior coesione in fase di arrangiamento e ad idee ben chiare in fase di registrazione, ha portato a differenziare in maniera secondo noi positiva i due lavori.

La voce di +19.03 è molto evocativa ed intensa, a parte le influenze sopra menzionate ci sono delle artiste del passato che la hanno influenzata, che in un certo senso hanno donato le proprie caratteristiche? 

Gli ascolti di +19.03 hanno sempre spaziato dal punk all’heavy metal, dal post-punk, dark al neo-folk. Le influenze vocali sono state sia maschili che femminili. C’è stato il periodo di ricerca di identità dal punto di vista canoro, le sue precedenti esperienze sono state ben diverse dall’attuale, qualcuna sfiorava l’attitudine maschile, ma se possiamo dare un minimo comun denominatore, le muse assolute e che forse rendono l’idea delle caratteristiche sono Shirley Manson e Siouxsie Sioux, con un pizzico di Sandra Nasic.

Ho due composizioni preferite “The Spirit in the House” e “Timavus” posso chiedervi di raccontarci la loro storia? 

The Spirit in The House è stato in assoluto la nostra prima composizione. Basica ed istintuale. Nonostante sia orecchiabile e osiamo dire quasi solare per il nostro mood, parla di un’esperienza che ci riguarda personalmente. È stata la follia di trovarsi volutamente nel cuore della notte di fronte ad una casa abbandonata in un luogo di periferia con un vissuto familiare abbastanza tragico. È stato Il terrore di sapere ad un certo punto che delle presenze cominciavano ad agitarsi attraverso inconfondibili rumori di passi frettolosi provenienti dalla soffitta in alto. Le finestre erano aperte come occhi vuoti scavati di nero, stando all’esterno, si percepiva chiaramente il fastidio dell’errante, tutto era sospeso ed immobile, la sensazione era di stare sotto una campana di vetro. L’atmosfera era densa e pesante. Possiamo quasi rievocare il film La Casa dalle Finestre che Ridono. Da lì abbiamo cominciato a comprendere che le anime erranti non vanno disturbate, a meno di non essere un consapevole veicolo per condurli verso le giuste dimensioni. Quindi freschi di questo e con i nostri primi riff in sottofondo, senza pensarci troppo, è nata questa composizione.

Timavus racconta le leggende che caratterizzano una bellissima chiesa di san Giovanni in Tuba nei pressi di Duino (Trieste). Esempio più unico che raro. L’altare interno non c’è, una depressione interna mostra mosaici, oltre che muschi e licheni dati dall’umidità prevalente. Infatti quando strabocca il Timavo, il fiume che passa dietro la costruzione, inonda parzialmente gli interni. Questo fiume scorre sotterraneo per molti chilometri fino a risorgere in questi pressi. Le acque quasi blu sembrano siano miracolose e curative, qui si favoleggia di Giasone gli Argonauti e il Vello d’Oro. Si narra di un possibile angelo incaricato di risvegliare tutti i morti dormienti qui seppelliti, in occasione di quello che sarà l’apocalisse, ma l’alzarsi dei veli, non in senso distruttivo e catastrofico. Abbiamo visto il luogo più volte prima di comporre poi la canzone. La sacralità e l’immortalità è ben scandita dall’ottimo lavoro della tastiera che introduce una sorte di cammino all’interno della chiesa che è continuato progressivamente dalla chitarra, la ritmica quasi funebre ma solenne di basso e batteria… per il cantar quasi messa della voce…

Avete in programma la composizione del vostro primo full-lenght?

Al momento abbiamo terminato la registrazione del nostro terzo EP che chiuderà la nostra personale trilogia di evoluzione e presentazione del nostro gruppo, del nostro suono e delle nostre tematiche. Questo per noi è un passo importante perché oltre essere la chiusura di un cerchio, potrebbe essere appunto il preludio per un album e nuove esplorazioni.

Come nasce una canzone dei “The Dead Flowers Graves”?

Vediamo la nascita di una canzone come un seme che viene trasportato e non si sa esattamente dove cadrà e quando nascerà. Nasce per nutrire ed espandere i rami verso l’esterno verso l’alto. E’ l’esigenza frutto dell’ispirazione del momento, la necessità di portare fuori un messaggio o un ricordo. Un simbolo. Il germoglio è il riff base della chitarra e la batteria gli dà la spinta per crescere e prendere la direzione. La forza viene data dal basso mentre la tastiera dà l’atmosfera. La voce completa e dà il carattere finale. Spesso è tutto molto istintuale, a volte necessita di essere rivisitato e perfezionato, ma senza troppi scrupoli, non deve esserci nulla di mentale o troppo complicato, la nostra musica nasce dalla passione, dall’amicizia, dalle condivisioni, questa è la formula migliore per rendere questa esperienza viva e sana.

Una volta terminate le parti strumentali, il testo e la voce, Ci vuole del tempo, spesso non definito, affinchè il pezzo cresca e maturi a livello di sinergia e pienezza. Ci piace risuonare , ascoltare, contemplare. Finchè non decidiamo che il tempo è giusto. Allora viene accolto e prende un nome.

Ho visto qualche filmato sulle vostre performance dal vivo e devo dire di aver trovato immagini suggestive e coinvolgenti, quanto è importante per voi la ritualità sul palco? 

È importante l’esperienza, lasciare aperte le emozioni, qualsiasi esse siano. I riscontri da parte di chi ci ascolta sono molteplici. Tutto è molto basilare nei nostri abiti neri , nelle nostre luci rosse e candele, ma la semplicità è la base per spaziare senza confini.  Qualcuno ci trova eterici, alcuni si fanno viaggi mentali nell’oltretomba, altri ci chiedono da cosa traiamo ispirazione perché sentono diversi sapori, quasi orientali e spirituali, che per un gruppo della scena doom risulta quasi assurdo, ma siccome è tutto profondamente radicato in noi, nelle gestualità e nella naturalezza di come viene espresso, crea un momento quasi personale in cui noi suoniamo per noi stessi in primis ma dal pubblico viene percepito come un invito a fermarsi e a rimanere tra noi cinque per venire quasi ipnotizzati.

Cosa pensate della scena doom o dark italiana che vi include? Credo che in questo momento sia in fermento e questo non può che farmi piacere.

La scena italiana soprattutto il cosiddetto dark sound italiano e tutte le varie band che lo rappresentano da anni è sempre stato ben considerato da molti e per noi una grande fonte di ispirazione tutt’oggi.. essendo noi una band relativamente giovane stiamo lavorando per farci conoscere in questa scena e non solo.. con un pensiero sempre fisso e rispettoso alla tradizione ma lo sguardo rivolto al nostro futuro e alla nostra crescita.. molte band stanno nascendo e molte altre si stanno consolidando soprattutto all’estero e questo non può che farci piacere. Essere italiani facenti parte di questo movimento ci rende fieri e ci porta a voler rendere giustizia creando sempre al nostro meglio

State preparando nuove date nei prossimi mesi?

Certamente. Abbiamo tantissimo lavoro da fare. Quest’anno deve essere e sarà importante per noi su vari piani: live, composizioni, maggior visibilità, idee.

Vi lascio le ultime parole e vi ringrazio per l’interessantissima chiacchierata.

Siamo noi a ringraziare te Filippo, per averci contattati, per l’attenzione che ci hai dato e per le giuste domande che ci hai posto.

Siamo grati per questa ultima domanda aperta, quindi ci teniamo molto ad evidenziare nuovamente che siamo in fase di uscita del nostro terzo EP, un sentito invito dunque a seguirci sui social (facebook, instagram, youtube, bandcamp) sia per conoscere i dettagli e come evolverà la presentazione, sia per quanto riguarda i live. Siamo orgogliosi di quanto abbiamo registrato  in questo EP,  perché riprendendo il concetto di qualche domanda fa , abbiamo sentito ancora di più quella fase compositiva del risuonare, ascoltare e contemplare canzone per canzone, quel tempo indefinito che ha portato il seme a maturare.

The Dead Flowers Graves are:

+19.03 Voce
+21.10 Chitarra
+13.11 Basso
+22.12 Tastiera
+06.10 Batteria

Social

https://www.instagram.com/thedeadflowersgraves/

thedeadflowersgraves.bandcamp.com

https://www.facebook.com/thedeadflowersgraves

Share: