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Occult & Dark Music Blog

Dannosi Incontri – Cristina Chimirri (Haunted)

Ciao Cristina, che piacere risentirti. Sono passati ormai tre anni dall’ultima nostra chiacchierata pubblicata sul portale Forge of Steel ad un anno di distanza dal bellissimo “Dayburner”, cosa è cambiato al vostro interno e quale il processo che ha portato alla composizione di “Stare at nothing”?

Ciao Filippo, condivido il piacere di risentirti. Redivivi. Turbini rapinosi si sono abbattuti con ira funesta sul nostro percorso, ma non abbiamo desistito, come fari fissi che mirano alla tempesta, testardi, io e Frankie abbiamo trovato altri due compagni, Kim e Luca, disposti ad intraprendere questo viaggio, che è Haunted. Un processo di Destrutturazione e Distruzione dei Dogmi, non un gesto sovversivo, ma di ricongiungimento e pacificazione col Sé.

 Il nuovo album uscirà per la “Ripple Music”, etichetta specializzata nel doom e nello stoner, credo che per voi sia un importante upgrade a livello promozionale, come è nato il tutto?

Tutto muove dalla Volontà.

Come nasce un vostro pezzo, ci sono dei rituali da rispettare oppure il processo cambia a seconda della situazione che state vivendo? 

Un rituale di Emersione del Mondo dell’Ideale, ovvero di astrazione logica. Restituirci al Reale, proprio dell’Uomo, affrancato dal Pensiero. Questa volta, molto è stato concepito nella scrittura, nel significato, che poi abbiamo voluto strappare col suono. 

Il primo singolo estratto “Catamorph” è, a mio parere, sensazionale, il sound segue il trademark Haunted ma noto una migliore produzione e una maggiore varietà nel sound delle chitarre rispetto al passato, mia sensazione o è qualcosa di ricercato?

Con Kim abbiamo la possibilità di sondare territori inesplorati. Sconfinare.

Il video a supporto di “Catamorph” è molto suggestivo ed accattivante, ho notato l’alternarsi del colore bianco e del nero nei tuoi abiti, c’è un significato anche lì e più in generale quale quello dell’intero videoclip?

Catamorph parla di Accettazione, del rifiuto della Scissione, Bugia a due teste. Cadere è la condizione necessaria per la realizzazione del Sé e per il suo disfacimento.

Quali i temi trattati all’interno di “Stare at nothing”, sarà un concept album o qualcosa di simile?

Abbiamo cercato di raccontare il nostro percorso di autoconsapevolezza, di ricongiungimento, di pacificazione, di libertà ideologica, di riconoscimento del Sé e della sua completa distruzione. Non volevamo creare Niente e dunque ci siamo fermati a fissarlo. Nei testi raccontiamo ciò che abbiamo visto: l’Uomo che si sceglie, che si vede, che si accetta, che non scende a patti con l’Universo, con un Dio, con l’Infinito, ma solo con sé stesso.

È già nota la copertina del vostro nuovo lavoro, anche questa di forte impatto. Puoi indicarci la sua genesi?

Kristina Lerner, l’artista, ci ha solo concesso di usare i suoi occhi.

Mia curiosità, ho notato negli ultimi mesi l’aggiornamento del vostro logo ed essendo personalmente molto legato all’eptagramma mi interesserebbe sapere l’origine di tale scelta.

Ab origine era il Simbolo. Riconoscersi è la scelta.

Subito dopo la pubblicazione avete già in programma di organizzare delle date in Italia, potete anticiparci qualcosa?

È quasi fisiologico. Fisseremo il Nulla da molti palchi. Molto presto.

Credo che il doom assieme a pochi altri sottogeneri del metal come il black metal (ma questo è mio gusto) sia rimasto tra i pochi in grado di dire ancora qualcosa sia del punto di vista musicale che evocativo nonostante sia tra quelli più ancorati alle tradizioni della musica dura, vi ritrovate in questa idea e come gli Haunted contribuiscono a ciò?

Credo che il Doom sia uno di quei generi che nel tempo si è mantenuto “nudo” dall’artificio dell’espressione artistica come Arte puttanesca. Gli Haunted sono soltanto ferventi sostenitori di questa realtà e animosi viandanti di questa dimensione.

Lascio a te l’ultima parola verso i lettori di “Litanie del buio” invitandoli a seguire le vostre future gesta.

Superatevi. Fissate il Nulla.

Haunted are:

Cristina Chimirri: Vocals

Kim Crowley: Guitars

Frank Tudisco: Bass

Luca Strano: Drums

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